martedì 16 luglio 2013

UNA RIVISTA DI MODA INGLESE DEL 1916 ; OVVERO, COME SI VESTIVANO LE DONNE DI STYLES COURT E DI CORTE ROSSA.

Talvolta a girare per le bancarelle di Firenze si trovano delle autentiche rarità a prezzi stracciati. Ero nella benemerita Piazza Ciompi, quintessenza della Firenze popolare e fuori dal circuito turistico, e tra le bancarelle vedo un baule con delle riviste; il mio sesto senso mi dice di rovistare e eccoti tra le mani una rivista inglese originale targata 1916, dal titolo “Fashion for all”. Con timore mi avvicino al proprietario e chiedo con l'aria indifferente  che il collezionista deve assumere per non farsi spennare quanto costino le riviste, e lui guarda e mi fa annoiato “dammi du'euri, vien via”. Non vi dico il godimento interiore seguito a queste parole.
La porto a casa e la sfoglio; un autentico tesoro, peraltro conservato ottimamente, che magari non ha nessun valore collezionistico ma ne ha uno storico altissimo. Mi piacerebbe tanto sapere come abbia fatto questa rivista a finire dall'Inghilterra al baule di quel rigattiere, già questa è una cosa tanto affascinante da meritare un romanzo a parte; forse una delle tante turiste (magari giovane, bella e innamorata di un conte di Fiesole)che affollavano Firenze l'aveva portata con se e dimenticata in una pensione del centro stile camera con vista (magari la giovane è fuggita precipitosamente da Firenze col cuore spezzato perchè aveva scoperto che il giovane conte era già sposato contro la sua volontà e non poteva amarla...) poi è finita in una soffitta per decenni, poi questa soffitta è stata sgombrata da gente che voleva fare un falò di tutto ciò che c'era e solo questa rivista si è salvata grazie a una ragazza povera e gravemente ammalata di tisi che però amava le cose belle, che è spirata con la rivista tra le mani sognando quei bei vestiti...corro con la fantasia? Certo, ma mi piace romanzare sulla storia delle vecchie cose che si trovano dai rigattieri; se esse potessero parlare avrebbero tante storie da raccontare, qualcuna anche bella.
Tra l'altro l'anno 1916 è stato uno degli anni più drammatici del novecento, in piena grande guerra; i giovani Inglesi morivano come mosche nelle trincee, e le donne della upper class, fintanto che speravano di veder tornare i loro fidanzati si premunivano di farsi belle per loro, non rinunciando certo a dei bei vestiti all'ultima moda solo per una guerra che infuriava oltremanica.
Seguono le immagini, scusate per la qualità non eccelsa;

la copertina



                                        anche per far visita ai soldati convalescenti ci vuole stile....























                                         adorabile pubblicità trionfo di art nouveau








                            merletto di quasi 100 anni fa.

Mi riaggancio al titolo iniziale del post per una considerazione ( e per dargli un senso in questo blog); chissà se Mary Cavendish di Styles court o le donzelle dell'incantevole dramma di corte rossa di Milne (romanzi di quegli anni) avranno indossato qualcuno di questi elegantissimi modelli? che fascino, la vecchia Inghilterra.

3 commenti:

  1. Che bella! Un gioiellino! E sono sicura che avrà una storia romantica quanto quella che hai inventato! Questa rivista è davvero un salto in un'altra epoca e soprattutto in un'epoca che aveva una moda splendida, seconda solo a quella degli anni Venti... infatti anche di Downton Abbey mi è sempre piaciuto guardare i vestiti e una delle parti più interessanti della guida ufficiale sono quelle che riguardano l'abbigliamento, ma una rivista autentica dell'epoca è un tesoro prezioso!!

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  2. E' davvero un piccolo tesoro, hai fatto bene a prenderla! :)

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  3. Vi dico che ne ho fotografato soltanto una parte, la rivista è bella corposa e ci sono altre incantevoli pubblicità (anche se mi par di aver capito che per l'insonnia si consigli un preparato a base di cocaina...); poi è ottimamente conservata perchè la carta era di ottima fattura (altro che carta lucida...) e soprattutto, costando ancora troppo le fotografie, il tutto è illustrato, e quindi il tutto diventa un piccolo saggio di art nouveau. In ogni caso, in una città da sempre cosmopolita e snob come Firenze di oggettini fashion del periodo ne saltano fuori molti, basta sapere dove cercare e trovare gente che non sa cosa vende, visto che un gioiellino simile io lo venderei venti volte tanto la cifra che l'ho pagato..

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