venerdì 25 ottobre 2013

L’ANGOLO DEI RICORDI; “IL MISTERO DELLE TRE QUERCE” DI EDGAR WALLACE.


A volte basta poco per provare sensazioni simili a quelle di Proust con la sua madeleine inzuppata nel tè. Basta ad esempio andare su interne, scorrere il catalogo delle nuove uscite Polillo e vedere che nei bassotti è appena uscita una elegante edizione de “Il mistero delle tre querce” Di Edgar Wallace (con nuova traduzione di Giovanni Viganò) , un libro a me molto caro perchè è stato il primissimo romanzo giallo che abbia mai letto, oltre che il primo romanzo in assoluto da me affrontato per scelta personale, senza la mediazione della maestra.
 E leggendo questo titolo sono tornato indietro nel tempo, anno 1992 avevo nove anni, ero passato dalla quarta alla quinta elementare e mi stavo godendo una spensierata estate nelle mia amate campagne del Montalbano Pistoiese dove sono cresciuto. M ricordo che era un’estate caldissima (sembra che il caldo lo abbiano inventato solo negli ultimi anni…) e che in un giorno di Luglio dal sole accecante ero con mio padre all’edicola di un suo amico (che ora purtroppo non c’è più) tappa obbligata del sabato pomeriggio e mio paese dei balocchi, visto che il sabato era per me il giorno degli adoratissimi fumetti. Ma quella volta, oltre al Topolino e al Tex di ordinanza vedo in un angolino dell’edicola un libro buttato la, con una copertina gialla e una grafica molto povera, non certo un prodotto che salta all’occhio; però leggo il titolo, “Il mistero delle tre querce” e ne rimango assolutamente affascinato; chissà perché la parola mistero è affascinante già per un bambino, forse in quanto stimola la fantasia, la voglia di conoscere. I miei primi “misteri” sono stati quelli che affrontava il detective Topolino nelle storie Disney (me ne ricordo una particolarmente bella, “Topolino e il mistero della voce spezzata”, l’avrò letta cento volte) e avevo voglia di leggere un vero libro che parlasse di misteri, volevo già andare oltre alla pur meravigliosa nona arte del fumetto.
L’edicolante nota la mia curiosità, prende e senza indugi me lo regala; tanto era uscito allegato a un giornale la settimana prima e aveva dimenticato di rispedire il reso, per cui me lo regalò. Ero estasiato, al settimo cielo; appena a casa, nella mia camerina con la finestra che dava su una pineta, inizio a sfogliare il volume; caratteri di stampa molto piccoli, traduzione di un certo Fiorello (ripresa credo dall’edizione del giallo Mondadori, che nella mia ingenuità pensai fosse il popolare conduttore a quei tempi in ascesa..), e un libro tutto da scoprire, senza nemmeno un accenno di trama in quarta di copertina.



ecco il "Mitico" volumetto



Ecco, io credo che il mio amore per il giallo fosse alla fine un destino, perché non so immaginare un libro più adatto del Mistero delle tre querce per iniziare un infante alla lettura di gialli; sono perfetti anche quelli di Agatha Christie, ma sono già per un ragazzo delle medie; il libro di Wallace invece è talmente accattivante e immediato da conquistare anche un bambino, e se un giorno ne avrò uno mio sarà il primo che gli proverò a proporre, assieme ovviamente al “Segno dei quattro” di Conan Doyle, il più bel giallo avventuroso e Salgariano mai scritto.
Aspettate, dico immediato ma non intendo certo dire che sia un libro semplicione, perché il mistero delle tre querce è anche un perfetto e godibilissimo mystery perfettamente congegnato da un Wallace una volta tanto lontano dalla Londra malavitosa e dalle sette superpotenti, alle prese invece con misteri in campagna; Si narra di due fratelli, Socrates e Lexington Smith, il primo dei quali ha collaborato varie volte con successo nel reparto investigazioni di Scotland Yard, che vengono invitati per una visita amichevole dall’ex  ispettore in pensione John Mandle, che vive con la figlia (ovviamente giovane e bella, ovviamente eroina della storia) in una tenuta nella campagna inglese. Una volta che i due sono giunti sul posto la storia decolla e iniziano i misteri, alcuni anche molto affascinanti (che delizia per un bambino l’immagine di un cadavere penzolante da una quercia…) che terranno il lettore col fiato sospeso fino alla fine. Ma come avete notato stavolta sono particolarmente reticente con le informazioni, perché mi piacerebbe che il lettore affrontasse il libro come l’ho affrontato io, senza saperne nulla.

Io, quella sera di luglio di ormai 21 anni fa, ebbi la classica folgorazione sulla via di Damasco, e conservo ancora quel volumetto carino che ho letto e riletto,e che tuttora  sfoglio con enorme nostalgia (nostalgia come quella per le iniziative editoriale dell’unità nei primi anni novanta, che talvolta allegava al quotidiano libri davvero niente male…splendida la collezione “illusioni e fantasmi”, con 16 classici del brivido tutti ritradotti). Non prenderò l‘edizione Polillo, per me l’unica possibile è questa; ma per voi che non siete condizionati dai ricordi, vi consiglio caldamente di concedervi un bel regalino per un natale ormai imminente (visto che tra qualche settimana inizierà spietato il bombardamento commerciale)  donandovi o facendovi donare Il mistero delle tre querce.

5 commenti:

  1. Ora preferisco il noir e l'hard-boiled, ma da ragazzo Edgar Wallace mi piaceva molto.

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  2. Io ammetto che devo ancora addentrarmi nei erritori dell'hard-boiled...per ora non mi attira, ma mai dire mai; e poi nelle storie sulla malavita londinese lo stesso Wallace era un pò uno scrittore Hard Boiled ante litteram.

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    1. Che bella storia! Il tuo affetto per questo libro è palese :)

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  3. Si, ammetto di adorarlo anche più di quel che magari merita...ma l'importanza che ha avuto per me è enorme, i primi libri letti da bambino sono importantissimi per capire che

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