lunedì 28 ottobre 2013

“IL CANDORE DI PADRE BROWN” DI G. K. CHESTERTON, LA PRIMA LEGGENDARIA RACCOLTA DELLE AVVENTURE DEL PRETE-DETECTIVE.


E' ormai il terzo post che dedico a Chesterton; i primi due sono stati visitati poco e non hanno raccolto lo straccio di un commento, ma non demordo, perchè diffondere i suoi capolavori per me equivale a una piacevolissima missione.

 

Si sa che amo questo scrittore, e ribadisco che è stato il più grande narratore di storie poliziesche di tutti i tempi; assente nelle classifiche ufficiali perchè troppo “vecchio” o perchè nel genere poliziesco si è espresso solo con racconti e non con romanzi, fatto sta che Chesterton era un titano della letteratura che si cimentò nella letteratura di genere, un autentico grande artista che, come Poe e Stevenson, “discese nei generi bassi” lasciandoci, come loro , dei capolavori assoluti.

Definito da John Dickson Carr uno dei testi fondamentali della letteratura poliziesca, definito dai due cugini Manfred Lee e Frederic Dannay ( ovvero i due autori che si firmavano come Ellery Queen) il “Libro-miracolo del 1911”, questa prima delle avventure di Padre Brown è senz'altro la più grande raccolta originale di racconti polizieschi mai uscita; nessun'altra, da “Le avventure di Sherlock Holmes” a “Hercule Poirot indaga” alle “Avventure di Ellery Queen” possono anche solo sperare di accostarvisi.

il grande GKC
 
 
 
Un libro miracolo, è vero, che a 102 anni dalla pubblicazione non ha perso un filo di smalto, una libbra del suo peso per la storia del genere; racconti imitati, talvolta perfino plagiati, ma mai raggiunti.

Questo per due fattori; una prosa da grandissimo artista che è impossibile ritrovare nella letteratura di genere ( dove non mancavano i veri talenti artistici, da Chandler alla Sayers alla Tey...ma nessuno come GKC ) e delle trame poliziesche che sono delle vere bombe, con delle soluzioni sbalorditive ancorché sempre plausibili e logiche, che giustamente fecero saltare sulla sedia Carr, Queen, la Christie e tutti i futuri titani.

Come diceva  Jorge Luis Borges, Chesterton è l'unico vero erede di Edgar Allan Poe, solo che io credo che l'allievo abbia ampiamente superato il maestro; Poe non ci dice chi è la misteriosa apparizione alla fine della maschera della Morte Rossa, oppure  quale sia il delitto dell'uomo della folla; sono racconti fantastici che restano tali. Chesterton andò oltre, lui riuscì a spiegare razionalmente eventi che parevano del tutto soprannaturali, pur lasciando, sempre parafrasando Borges, un'inquietante ambiguità di fondo che non si scioglie nemmeno dopo la spiegazione finale; questa magia, questo misticismo giustifica appieno la grande ammirazione che Franz Kafka e Italo Calvino avevano per lo scrittore.

Mesi fa (post del 30 luglio) avevo analizzato il racconto a cui sono più affezionato, ovvero l'uomo invisibile; ma ora mi sono ripromesso (con i dovuti tempi) di fare per le storie di Padre Brown il lavoro che sto facendo per i racconti di Sherlock Holmes, ossia un'analisi di tutti i racconti (e perdonatemi la tempistica da giustizia Italiana, ma il tempo è poco e le cose vanno fatte per bene).

Anche perchè la saga di Holmes e quella del piccolo prete hanno più di un punto in comune; sono raggruppati entrambi in cinque raccolte, la lunghezza è sulle venti pagine, e anche il numero di racconti è quasi identico (56 di Holmes contro 51 di Padre Brown).

Spiace dire che le analogie di fermano qui (ne ho un'altra; sono di piacevolissima lettura) perchè Conan Doyle era un ottimo, robustissimo narratore positivista e scientifico (lasciamo perdere che poi diventerà un credulone spiritista) mentre Chesterton era un artista che risolveva gli enigmi non col solo raziocinio ma anche con ragionamenti teologici e filosofici, e soprattutto scavando nella coscienza di vittime e colpevoli, mettendo a nudo i loro sentimenti. Infatti, molti racconti con padre Brown sono anche commoventi, in quanto mostrano realtà meschine e desolate di carnefici che sono al tempo stesso anche vittime; e quella di Chesterton non è la compassione poco partecipe che si ritrova negli autori ottocenteschi (vedi anche lo stesso Conan Doyle, con le sue melodrammatiche storie di forzati accusati ingiustamente e vendette passionali, che magari giustificano ma senza comprendere), è un'autentica pietas derivata dalla consapevolezza che essere uomini tra gli uomini è importante quanto e più che essere preti e credenti; in questo sta la grandezza di Padre Brown, sapere di essere un uomo prima ancora che un ministro di Dio, e sapersi calare nei panni del criminale, come se i crimini li avesse commessi lui stesso.

In questa prima raccolta, uscita come detto nel 1911, sono presenti 12 racconti, scritti dal 1908 in poi e pubblicati, come consuetudine dell'epoca, in giornali e riviste.

Come sempre, all'analisi di ogni racconto seguirà il giudizio, da uno a cinque asterischi; vi garantisco che stavolta cercherò di applicare un metro il più possibile severo per cercare di essere credibile, in quanto la tentazione di dare 5 stelline a tutti i racconti è fortissima.

Un’ultima cosa; per ogni racconto sarà precisata l’ambientazione dello stesso, in quanto mentre Sherlock Holmes si muoveva quasi solamente tra Londra e la campagna Inglese Padre Brown invece lo si poteva trovare con estrema disinvoltura sia in Inghilterra che in Francia, Spagna, Sudamerica e anche Italia. Quindi ambientazioni molto varie, un vero valore aggiunto.

 

 

1- LA CROCE AZZURRA   *****

 
Ambientazione: nel porto di Harwich e nelle strade di Londra

 
“Quel piccolo prete pareva l’essenza delle pianure dell’ Essex; aveva il volto rotondo e inespressivo come una focaccia del Norfolk e gli occhi incolori come il mare del nord”. Così Chesterton descrive colui che sarà il personaggio principale dei suoi racconti polizieschi. Il piccolo, grande, immenso Padre Brown, che fa il suo sfolgorante esordio in una storia che è e rimane un capolavoro assoluto, un inizio col botto come “Uno scandalo in Boemia” lo era per i racconti con Sherlock Holmes. Questa “croce azzurra” è un gioiello custodito proprio dal minuscolo ministro di Dio (NDR; padre Brown è un cattolico, quindi un “papista” agli occhi degli anglicani) , e che fa gola a Flambeau, le “roi des apaches”, il gigantesco e agilissimo ladro gentiluomo più astuto e imprendibile di sempre, che  dalla Franca arriva in Inghilterra proprio per rubare la croce a quello che considera un innocuo pretino da terrorizzare e depredare. Sulle tracce di Flambeau c’è però  il gran capo della surète parigina Valentin, che lo bracca senza tregua; da qui parte un emozionante, divertente, picaresco inseguimento per le brulicanti strade di Londra, fino a una conclusione beffarda in cui sia il gran poliziotto che il gran ladro si inchineranno al piccolo prete dell’Essex, che li ha battuti entrambi.

Renato Rascel e Arnoldo Foà nei panni di Padre Brown e Flambeau; perfetti
 
 
2- IL GIARDINO SEGRETO  *****

 Ambientazione; la villa del capo della surète Valentin, nei pressi di Parigi

 Incredibile, pazzesco racconto in cui viene commesso un omicidio efferato (decapitazione e scomparsa della testa) da parte di un assassino insospettabile, il tutto in una atmosfera sognante e magica da racconto di fate; un racconto evocativo, catartico, assolutamente spiazzante nella sua crudezza, con un finale che anticipa di trent'anni buoni uno dei più grandi colpi di scena di Agatha Christie, che con Chesterton aveva più di un debituccio.

 

3- GLI STRANI PASSI   *****

 Ambientazione; un esclusivo ristorante di Londra

 Forse il racconto più raffinato e perfetto di Chesterton, di solito il più celebrato e antologizzato.
Torna il geniale Flambeau, che orchestra un furto ai danni di alcuni lord a un pranzo esclusivo, un furto talmente perfetto per idea ed esecuzione da lasciare sbalorditi; peccato che il solito, piccolo prete gli rompa ancora una volta le uova nel paniere, dandogli modo di eclissarsi (perché Padre Brown crede fermamente nella capacità di potersi redimere di Flambeau) ma costringendolo a lasciare la refurtiva al ristorante.

 
4- LE STELLE VOLANTI   ****

 Ambientazione; una villa nella campagna Inglese

 Ovvero l'ultimo grande colpo e la redenzione di Flambeau, che da questo momento in poi cesserà di essere un supercriminale per diventare investigatore privato (e migliore amico di padre Brown; la loro amicizia è una delle cose più belle e toccanti della saga). Qui abbiamo l'apoteosi del suo genio criminale, dove, durante un'arlecchinata improvvisata in una festa nella casa dei ricchi Adams, riesce a rubare tre meravigliosi diamanti (le stelle volanti del titolo) e perfino a fuggire; ma Padre Brown lo intercetta e gli tiene un memorabile discorso sulla caducità del male, e il reprobo si pente e restituisce i diamanti al prete, per imboccare poi una retta via che non perderà più.

 

5- L'UOMO INVISIBILE   *****

 Ambientazione; Londra, quartiere di Covent  Garden.

 Per questo capolavoro assoluto rimando al post del 30 luglio scorso, dove lo analizzo a parte.

 

6- L'ONORE DI ISRAEL GOW   ****

 Ambientazione; un tetro maniero Scozzese.

 Racconto di ambientazione molto affascinante (chi non adora le fosche atmosfere dei manieri scozzesi?) ma forse un pochino meno ingegnoso dei precedenti; Padre Brown si reca infatti in questo castello a trovare l’amico Flambeau, ormai interamente convertito al bene, che investiga con la polizia locale sulla misteriosa scomparsa del conte di Glengyle, un aristocratico che viveva isolato dal mondo.

La cosa curiosa è che questo racconto nelle antologie di quasi tutti gli altri autori di gialli sarebbe una punta di diamante e in questa invece è un “parente” povero, una cosa incredibile.

 

7- LA FORMA ERRATA ****

 Ambientazione; una casa nelle strade a nord di Londra

 Racconto intriso di magia nera e paganesimo, qui abbiamo un ingegnoso delitto commesso in una stranissima casa dove tutto, a partire dall’architettura della medesima, ha una forma grottesca, ridicola e infine malvagia, appartenente a un eccentrico scrittore Bohemien dedito all’oppio e alla stesura di versi ispirati al misticismo della cultura asiatica, il quale viene ucciso proprio con un pugnale di foggia orientale.

 In questo racconto si hanno numerosi riferimenti al passato di Flambeau, ormai amico inseparabile dei Padre Brown, il quale gli dice una frase meravigliosa, che vorrei sentirmi dire anch’io almeno una volta nella vita; “Flambeau, sei il solo amico che ho al mondo; vorresti sederti accanto a me per parlare, oppure tacere, assieme?”

 

8 – I PECCATI DEL PRINCIPE SARADINE  *****

 Ambientazione; le selvagge paludi del Norfolk

 Stranissimo, oltremodo affascinante racconto ambientato in una terra desolata che ricorda il paesaggio etereo di un racconto di fate, che come dice Padre Brown è una terra “a volte buona, a volte cattiva, ma sempre pericolosa”. Qui lui e Flambeau, in vacanza dai rispettivi doveri,  si recheranno a trovare una vecchia conoscenza dell’ex ladro gentiluomo, un vecchio principe di origine Italiana dal passato oscuro, e qui assisteranno a una vendetta rusticana apparentemente romantica, cruenta e senza retroscena, ma una rappresentazione così plastica e letteraria di un duello all’ultimo sangue farà nascere al piccolo prete molti dubbi, e infatti nulla sarà quello che sembra.

 

9 – IL MARTELLO DI DIO   *****

 Ambientazione; piccolo villaggio di Bochun Beacon, provincia inglese.

 L’apoteosi del delitto impossibile Chestertoniano. Stavolta il morto è un personaggio dissoluto e amorale, discendente della famiglia nobile da cui prende nome il villaggio. Questo, che stava recandosi a un convegno amoroso clandestino, viene trovato col cranio letteralmente sfondato da  un martello piccolissimo, il quale non avrebbe certo potuto compiere quella devastazione; sembra quasi che Dio stesso, per punire le sue empietà, abbia punito il morto sferrando il colpo dell’alto dei cieli. Ma padre Brown, pur ministro del culto cattolico, sa benissimo che a determinare le azioni sulla terra sono gli uomini, e smaschererà un umanissimo assassino, al quale Padre Brown dirà, riferita a se stesso, la leggendaria frase “sono un uomo, e quindi ho tutti i diavoli nel cuore”, vera summa del pensiero filosofico del geniale e umanissimo autore.

L’idea del delitto impossibile e apparentemente ultraterreno  sarà poi imitata, e senz’altro superata, da maestri quali John Dickson Carr o Ellery Queen; certamente come ingegnosità sono andati oltre, ma con Carr e Queen non ci si commuove.

 

10- L'OCCHIO DI APOLLO  ***

 Ambientazione; tra i più moderni palazzi della Londra del tempo.

 In questo racconto l’autore si scaglia, ridicolizzandole, contro le numerose e improbabili sette e confessioni pagane che nell’ Inghilterra del tempo, nella quale lo spiritismo e la magia avevano numerosi seguaci che ne promuovevano il culto, fiorivano con allarmante frequenza. Forse la trama poliziesca, comunque ingegnosa, viene soffocata un poco da questo intento di screditare queste credenze, e questo è l’unico racconto della raccolta che forse si può considerare un  pelo datato ; ma comunque, se questo che è in ogni modo godibile e interessante è il racconto “peggiore” della raccolta, c’è di che rallegrarsi.

 

 

11 – ALL'INSEGNA DELLA SPADA SPEZZATA  *****

 
Ambientazione;  Da qualche parte nella campagna Inglese.

 
Forse il racconto più complesso e profondo di Chesterton, una lucidissima e impietosa analisi nella quale si dimostra la labilità di ogni leggenda, la falsità di ogni celebrazione a posteriori, nelle quali si glorifica un uomo solo per un’impresa apparentemente gloriosa ma senza sapere niente di quello che la persona è realmente, finendo per creare un falso idolo che la gente finirà per adorare a sproposito.

Con una maestria impareggiabili, l’autore, usando il principio che “ per nascondere al meglio una foglia bisogna metterla in una foresta, e la foresta non esiste bisogna crearla appositamente”  Smonta la leggenda di un immaginario fiero condottiero che la storia inglese glorifica senza riserve da generazioni. Racconto adorato da Borges, il quale lo avrà ben presente quando deciderà di scrivere il suo breve, folgorante  racconto “Tema del traditore e dell’eroe”.

 

12 – I TRE STRUMENTI DI MORTE  ****

 Ambientazione; quartiere di Hampstead, Londra.

Un altro racconto esemplare sulle false apparenze, in cui niente è ciò che sembra; un uomo, considerato da tutti un benefattore e l’allegria fatta persona, viene trovato morto dopo essere caduto da una finestra della sua casa; conoscendo la persona nessuno pensa al suicidio e si scatena una caccia all’assassino, e ben due uomini innocenti saranno sospettati; meno male che Padre Brown, impareggiabile conoscitore della natura umana, riuscirà a far emergere una verità insospettabile.

 
Con questo ottimo racconto si chiude la più grande antologia di racconti polizieschi di tutti i tempi, sia per ingegnosità che per livello di prosa; primato che, credo proprio, nessuno riuscirà minimamente a scalfire, visto che oggi come oggi di geni come Chesterton non ne esistono neanche per idea, e se mai ce ne fosse uno dubito che le case editrici gli consiglierebbero di “darsi ai polizieschi”. Nemmeno lo stesso Chesterton riuscirà a eguagliarsi più, visto che le raccolte successive sono belle ma mai quanto questa prima, meravigliosa tranche della saga del piccolo, grande Padre Brown.

Termino con dei "consigli per gli acquisti";  se siete interessati, vi consiglio di evitare la raccolta delle edizioni Paoline, perché è piuttosto costosa, con una traduzione bella ma antiquata e poco fluida e inoltre manca l'ultimissimo racconto della saga, "Il vampiro del villaggio". Io vi consiglio di andare sull'edizione Newton, ben tradotta e a prezzi abbordabili (vi sono compresi tutti e 5 i volumi della saga), ossia questa;




 Bellissima sarebbe anche l'edizione della Morganti editore curata personalmente da Paolo Morganti nella sua bellissima collana "Chestertoniana"; costa 15 euro, ma è l'eccellenza.


13 commenti:

  1. Io ho tutte le raccolte edite da Morganti. Ho letto gli stessi racconti anche da un altro editore e ne sono rimasta delusa: si era persa l'atmosfera! in questo caso, conviene spendere di più per avere il meglio.

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  2. Hai proprio ragione, Chesterton merita solo il meglio! sei stata magnifica a comprare le tre raccolte della Morganti, tu si che te ne intendi!

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  3. Scusate, Niki e Omar, ho proprio una domanda sulle raccolte Morganti: a quello che vedo, sono usciti tre volumi fino ad ora: "Il Candore di Padre Brown", "La Saggezza di Padre Brown" e "L'Incredulita' di Padre Brown". Mi confermate che i tre volumi includono tutto quello che Chesterton ha scritto su Padre Brown? Vi ringrazio in anticipo per ogni delucidazione!

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  4. No Gianluca, per ora sono solo le prime tre raccolte; mancano le ultime 2, "Il segreto di padre Brown" e "Lo scandalo di padre Brown"; forse devono ancora editarle. In ogni caso nelle ultime 2 raccolte il livello cala abbastanza; non certo che siano brutte o scadenti, ma gli episodi migliori della saga sono senz'altro nelle prime tre raccolte.

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  5. Grazie mille per l'informazione, Omar. Credo che, pur mancando le ultime due raccolte, mi orientero' anch'io sull'edizione Marganti. A quello che leggo dai vostri commenti, sembrerebbe avere una traduzione che valorizza appieno i testi di Chesterton. Circa l'autore, devo ammettere di aver adorato opere come "Avventure di un uomo vivo" e "L'uomo che fu giovedi'", ma la mia precedente frequentazione con alcuni raccondi di Padre Brown non mi aveva entusiasmato molto. E' possibile che anche in quel caso fosse colpa dell'edizione...

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  6. L'edizione Morganti è opera dello stesso editore Paolo Morganti, una persona competente e preparata e soprattutto che ama moltissimo Chesterton, e credo che attualmente sia il miglior curatore dell'opera del maestro. Davvero, ti consiglio di riprovare coi racconti di Padre Brown, forse hai trovato un'edizione sbagliata ma credo che con la giusta traduzione li adorerai. E complimenti per aver letto Le avventure di un uomo vivo e L'uomo che fu giovedì, sono due libri splendidi e irripetibili che però vanno letti in una traduzione recente, visto che ne circolano troppe antiquate. Comunque, è bellissimo anche Il Napoleone di Notting Hill,il suo primo romanzo... lo conosci?

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  7. Io ho il 'Mammut' della Newton Compton.

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  8. "Comunque, è bellissimo anche Il Napoleone di Notting Hill,il suo primo romanzo... lo conosci?"
    Solo dal titolo, ma non l'ho mai letto. Vado ad aggiungerlo alla lista delle prossime letture (che grazie ai tuoi consigli si sta allungando, ed e' un piacere). Tra l'altro la prosa di Chesterton e' davvero godibilissima anche letta nell'originale inglese.
    Ho davvero adorato "Le avventure di un uomo vivo", letto nella tarda adolescenza. La pagina di apertura, poi, con la bella descrizione del vento che arriva e spazza paesaggi e citta', e' impressa nella mia memoria.
    Daro' senz'altro un'altra possibilita' a Padre Brown, regalandomi i tre volumi per Natale... Si preannuncia un Natale all'insegna della lettura, proprio come piace a me! :)
    [A proposito, suggerimento per un post: magari potresti consigliarci dei buoni gialli con atmosfera natalizia... :) ]

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  9. Eh Eh, il post sui gialli natalizi (che non sono pochi!) lo sto già preparando; verso il 15 dicembre dai un'occhiata al blog. (e anche prima di allora ovviamente!)

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  10. Chesterton è un autore che conosco solo di nome, ma di cui prima o poi leggerò certamente qualcosa. Grazie per i consigli sull'edizione, quando mi deciderò punterò sull'edizione Morganti!

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  11. Magari prendi solo il primo per vedere se ti piace..ma non credo che rimarrai delusa.

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  12. Ho scoperto oggi il tuo blog, ti faccio davvero i complimenti son contento che sia gente che ammira questi racconti stupendi (io li ho letti a scuola e poi me ne sono innamorato. Gli intrighi son pazzeschi) molti non ne conoscono nemmeno l'esistenza.. pero' guardano don Matteo in TV (!!)

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  13. Grazie mille, molto gentile, benvenuto sul mio blog! Eh i racconti di Chesterton sono semplicemente inarrivabili, ma l'autore purtroppo in Italia non è apprezzato come dovrebbe per il suo stile anglosassone, forse troppo compassato per il lettore nostrano, che appunto cerca più storie "strappacuore" alla Don Mattero piuttosto che il raziocinio ponderato di Padre Brown. Comunque, almeno per noi intenditori il godimento è assicurato.

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