sabato 25 aprile 2015

VASCO MARIOTTI, UN AUTORE DIMENTICATO...MA ORA NON PIU'.


C’era una volta Vasco Mariotti. Faceva parte della nutrita schiera di autori Italiani che contribuirono, secondo i diktat del regime che voleva autori nostrani che emulassero le imprese di titani come Wallace e Simenon, impresa che, seppur fallita (ma era persa in partenza, il poliziesco era un genere degli anglosassoni) ci ha lasciato alcuni ottimi tentativi, specialmente sul versante “emuli di Simenon”, nel quale spiccò il talento di Augusto De Angelis ed Ezio d’ errico, due carriere promettenti ma brevi, visto che il primo fu ucciso a suon di pugni da un bravaccio repubblichino e il secondo rinnegò la produzione “di consumo” per passare a letteratura più “alta”.

Se Mariotti, che nacque a Firenze nel 1906 e vi morì prematuramente nel 1962 per le conseguenze di un incidente stradale, non è noto al pubblico come un Varaldo o un D’errico, si deve forse al fatto che i due romanzi gialli che la mondadori accettò e pubblicò negli anni trenta (quando l’autore era quindi piuttosto giovane) non uscirono nella collana delle Palmine ma in quella dei Gialli economici, che era un po la “serie B” del giallo Mondadori dell’epoca, anche se in essa apparvero quasi tutti i primi romanzi con Maigret, quindi serie B molto relativa…fatto sta che gli autori Italiani apparsi nei GEM (Ferdinando Guidi di Bagno, Alfredo Pitta, Gastone Simoni, Magda Cocchia Adami…)siano tra i più obliati. Per Mariotti, il “declassamento” è stata una vera e propria ingiustizia, perché dei due romanzi sopra menzionati almeno uno, “L’uomo dai piedi di fauno” è un gioiello assoluto che meritava una vetrina più prestigiosa, anche se la copertina originale di Abbey (il grande copertinista delle prime 143 palmine, prime 4 escluse) lascia comunque credere che sulle prime fosse pronto per la collana più importante e poi spostato in seguito.

 
 
Il romanzo, scritto senz’altro in modo ingenuo e talvolta melodrammatico, è comunque un riuscito cocktail di poliziesco e gotico con suggestive pennellate orrorifiche. Ambientato in una Torino cupa e decisamente provinciale, una città dimessa che rimpiange i fasti recenti ormai irrimediabilmente perduti e si adegua alla sonnacchiosa realtà quotidiana sotto il duce, una città di nobili decaduti, di sartine offese, di onesti operai e poliziotti integerrimi; ovvero, il posto forse meno adatto per ambientarvi una storia da brividi e dalle tinte decisamente fosche; l’inizio, con la misteriosa, allucinante figura di un uomo che cammina in modo strano e sembra sempre trovarsi nei pressi di un fatto di sangue, è memorabile e non ha niente da invidiare agli anglosassoni, e anche se poi l’arzigogolata storia risulta più vicina al melodramma stile Invernizio che non al poliziesco classico (ma con una prosa decisamente più asciutta e scattante) con storie d’amore contrastate, duelli rusticani e altri armamentari del romanzo popolare nostrano, si arriva alla fine con facilità, e se il finale risulta non completamente ortodosso per un certo tipo di lettori, sono sicuro che si perdonerà all’autore qualche “licenza poetica”, perché senz’altro con questo romanzo esso ci ha divertiti ed emozionati.

L’altro romanzo di Mariotti che la Mondadori diede alle stampe fu “La valle del pianto grigio” opera forse datata ma sicuramente suggestiva nel suo essere fantasiosa e piena di colpi di scena; ambientata in una Sicilia cupissima e irriconoscibile, questa storia riecheggia quelle del giallo “esotico” stile Mason e Sax Rohmer, con una misteriosa vendetta che viene dal passato e coinvolge due fratelli che da giovani avevano fatto fortuna nelle remote miniere del Sudafrica con mezzi forse poco puliti, e che all’inizio del romanzo vivono con le rispettive famiglie una vita quieta e serena, almeno fino al momento in cui nella loro tenuta inizia a propagarsi il terribile flagello della “Morte grigia”, un misterioso morbo che lascia nelle sue vittime una scia grigia attorno agli occhi, come se avessero pianto lacrime colore dell’argento. Di giallo classico, in questa vicenda ingarbugliatissima ma agile e godibile, non c’è quasi traccia, anzi la storia è del tutto assurda e con un finale decisamente forzato.. ma anche in questo caso, che importa? Sarebbe assurdo leggere Mariotti come si legge la Christie o Carr, sono romanzi di mistero e avventura che non chiedono altro che farci divertire, e così accadrà con chiunque dia loro una possibilità.

Ora, la domanda sarà; ma dove me li vado a cercare questi romanzi? Gli originali anni trenta si trovano male, e anche le ristampe nella collana Gim- Gialli Italiani Mondadori edita negli anni settanta sono rognosetti da reperire; ma niente paura, perché se avete un E-reader i testi sono stati riproposti di recente da una neonata e benemerita casa editrice (solo di ebook), la CLIQUOT, progetto editoriale portato avanti da giovani di Roma provvisti di un grande amore per la letteratura a torto dimenticata (non solo Italiana, come vedrete) e anche di grande pazienza e costanza nel riproporre testi assai “rischiosi” visto che autori come Mariotti almeno fino ad adesso erano dei cari estinti.
 
 
Nel loro catalogo, non ancora ampio ma comunque estremamente succulento, Mariotti è ben rappresentato; è disponibile “L’uomo dai piedi di fauno” e, pensate un romanzo INEDITO dell’autore Fiorentino, che si intitola "La legge di Manu" scoperto da poco tra le sue carte e subito reso disponibile al grande pubblico dai redattori della Cliquot. Uno dei ragazzi della redazione, il simpatico Federico, mi ha informato che anche “La valle del pianto grigio” è tra i prossimi progetti della casa editrice, quindi cosa dovete fare adesso? Prendere L’uomo dai piedi di fauno e gustarvelo, così da concordare sul fatto che questo autore fosse decisamente da riscoprire, e poi proseguire nella scoperta del catalogo Cliquot.



Qui il Link del sito;   http://www.cliquot.it/


Buona lettura con questi piacevoli romanzi del mistero tutti Italiani; non saranno stati dei giganti, ma tra le sequoie dei grandi autori Anglosassoni, questi allori nostrani non sfigurano affatto.



3 commenti:

  1. Da lettrice di E-Book, grazie per la 'dritta'.

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  2. Secondo me anche il libro di Firtz Leiber merita molto; un catalogo ancora poco ampio ma di qualità.

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  3. Ottimo, e grazie per la segnalazione!

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