mercoledì 10 giugno 2015

SHERLOCK HOLMES VS. JACK LO SQUARTATORE.


 
Certo, ogni esperto di Conan Doyle mi contesterà subito un fatto; Ma che c'entra Holmes con il più famoso killer seriale della storia? effettivamente, il creatore di SH non si occupò mai di questa sinistra figura, che certo avrebbe oscurato anche il buon vecchio Moriarty; per vedere i due uno contro l'altro bisognò aspettare l'avvento degli apocrifi, molti anni dopo l'ultimo racconto redatto dalla mano di Doyle.

Gli apocrifi Holmesiani sono ormai diventati un genere a se stante nel panorama della letteratura poliziesca, come testimonia la collana "Sherlock" del Giallo Mondadori, che sta giungendo rapidamente al primo anno di vita editoriale. Una collana che seguo dall'inizio e che per ora ha presentato romanzi di qualità altalenante, alcuni veramente ottimi e scritti con uno stile che richiama molto quello di Doyle (La casa della seta di Horowitz, SH e l'affare Hentzau di Davies) e altri che, magari buoni come intreccio, risultano però distanti da tematiche e stile tipici del canone di riferimento (I due di Philip Growick, ad esempio).  In ogni caso, una collana da seguire con attenzione, che questo mese presenta quel tipo di narrativa apocrifa che più mi impensierisce, ossia Holmes contro personaggi del soprannaturale, in questo caso Dracula; diffiderei, ma il fatto che l'abbia scritta l'ottimo Davies mi invita a dare una chance al "pastiche".
 
 
 
Fatto sta che questi apocrifi sopra citati sono tutti piuttosto recenti, ma la tradizione dell'Holmes alternativo risale agli anni sessanta-settanta, quando vengono pubblicati i due apocrifi tuttora (a ragione) più famosi e celebrati, ossia "La soluzione sette per cento" di Meyer (ottimo romanzo del 1974 con SH che incontra Freud) e "Uno studio in nero" , scritto nel 1966 nientemeno che dal duo Dannay-Lee meglio conosciuto come Ellery Queen, che presenta la prima delle tenzoni del duo Holmes - Watson contro lo sventratore. Una seconda manche del singolare match, almeno tra quelle che  conosco pubblicate in Italia (esistono parecchi altri apocrifi inerenti allo squartatore, ma non li lo letti), è affidata, 43 anni dopo, alla giovane e promettente (oltre che avvenente) Lydsay Faye, autrice americana che con "Dust and Shadow", edito da noi col titolo "SH e il mostro dell'east end", numero 8 della collana Sherlock del GM, firma un esordio letterario coraggioso quanto convincente.
 
 

Dico subito che le considero due  opere godibili e affascinanti, molto diverse tra loro ma meritevoli di attenzione ed affetto.

Ma esaminiamo i due romanzi separatamente, partendo (anche per rispetto) dal lavoro di Queen, dal titolo originale "A study in terror".

Siamo come detto nel 1966, quando ormai i due cugini sono pressochè alle ultime battute della loro carriera letteraria. I lavori senili del duo presentano una prosa più asciutta e meno barocca dei loro anni ruggenti, ma anche più scorrevole e leggibile, e le trame, certamente meno geniali, sono comunque rese interessanti ed accattivanti dall'immenso mestiere degli autori.
 
Dannay e Lee
 
Con questo romanzo, caso unico nella loro avventura editoriale, i due autori prendono spunto da un film uscito l'anno precedente, e con lo stesso titolo; il fatto che questa opera, pur brillante, non sia tutta farina del loro sacco, non può non condizionare il pur positivo giudizio.

La narrazione si svolge su duepiani temporali; Ellery Queen, in un periodo di crisi letteraria in cui non riesce a rispettare la scadenza di un romanzo poliziesco che dovrebbe scrivere (siamo nella pura metanarrazione...) riceve da un suo simpatico amico un diario manoscritto (consegnato a quest'ultimo da una mano misteriosa, e per un fine non ben chiaro) che sembra essere stato redatto dal dottor Watson in persona, e che descrive la lotta dei due amici detective contro il terribile squartatore. Quindi, nell'universo alternativo Queeniano, SH e Watson sono due personaggi realmente esistiti.

 Ellery, incuriosito, si mette a leggere il diario, e appare chiaro che chi glielo ha fornito si aspetta che il geniale Queen tragga, su tutta la storia di Jack the ripper, delle conclusioni alternative a quelle proposte dal dinamico duo. Alla fine, infatti, le verità in penombra diverranno chiare come quelle messe al sole da Holmes nel corso del romanzo, e il mistero dello squartatore, almeno per i due cugini, è risolto.

Ormai sulla vera identità del mostro si è speculato talmente tanto che è impossibile stabilire chi fosse realmente (ormai le ipotesi vanno dai pretendenti alla corona fino al più oscuro rifiuto umano dei terribili vicoli di Whitechapel) quindi ogni verità può essere presa per buona.

Il romanzo Queeniano è simpatico e si legge con grande facilità, e le ultime pagine sono da cuore in gola; non è certo uno dei capolavori dei due autori, ma è certo un capolavoro degli apocrifi Sherlockiani, col grande vantaggio di una prosa superbamente adeguata a quella di Conan Doyle.

Lynday Faye
 
Il romanzo della Faye, invece, è ben diverso; autrice giovane, formatasi nella scuola del romanzo vittoriano stile Anne Perry, la scrittrice elabora un romanzo che vuole, oltre a riportare per l'ennesima volta i due eroi sulle tracce dello sventratore, anche fornire una particolareggiata ricostruzione della Londra del tempo, un vero e proprio affresco storico e sociale che risulta affascinante ma a discapito della pura trama poliziesca, troppo spesso frammentata e interrotta dalle descrizioni di ambienti e caratteri; se il libro di Queen si beve come acqua fresca, il romanzo della Faye necessita di un filo in più di attenzione; non che per questo sia noioso, intendiamoci, solo che è un romanzo storico profondamente contemporaneo, e i lettori della nostra epoca amano le ricostruzioni corpose e attendibili, vedi i thriller-balenotteri che escono adesso, lunghi anche il triplo di un poliziesco della golden age. Anche la descrizione delle mutilazioni compiute dal mostro sui corpi delle prostitute, accennate con garbo e senza troppi dettagli da Queen, sono rese dall'autrice con una perizia difficilmente tollerabile nei tempi andati.

La soluzione proposta dalla Faye, molto diversa da quella di Queen ma non per questo meno plausibile, risulta abbastanza brillante pur senza essere memorabile; ma in ogni caso con questo Dust and Shadow mi sono veramente divertito, e il personaggio di Mary Ann Monk, giovane traviata suo malgrado che collabora con Holmes e Watson nell'affannosa ricerca, resta nel cuore. Un viaggio nell'Inghilterra vittoriana che gli aficionados di Anne Perry (io apprezzo ma ho letti ancora troppo pochi) adoreranno, e se non lo hanno già fatto, se lo procurino.

Insomma, due buonissimi lavori, e se si dovesse ipotizzare uno "scontro diretto" tra di essi, sarebbe la sfida tra due grandi vecchi arguti e sornioni e una giovane rampante e coraggiosa; vincerebbero i due cugini per l'intreccio poliziesco meglio congegnato e svolto, ma sarebbe una vittoria di minimo scarto e ottenuta con molta furbizia.

6 commenti:

  1. ok mi fido e scarico quello della Faye.

    RispondiElimina
  2. Ciao Omar...seguo e commento sempre quando scrivi di cose holmesiane...eccellente disamina di entrambi...quello di Queen é vero prende spunto da un film del 1965 freeware su youtube Notti di terrore..che però ha un finale diverso e piu da gialletto ; la fine di Queen é più bella anche se c'è la "Sindrome scoobydoo" come la chiamo io...ovvero pochissimi personaggi che facilitano capire chi é il villain.
    Letto e apprezzato anche il testo della holmesiana appartenente al BSI Faye anche se con Queen siamo più nei canoni del testo da antologia.

    RispondiElimina
  3. Ciao Giordano,

    secondo me la soluzione proposta da Queen è quella che poi è stata poi più "riproposta" nel corso del tempo, mentre il romanzo della Faye ha il merito di proporre una soluzione, diciamo, ancora "poco battuta". A proposito di apocrifi, ho appena finito di leggere l'ultimo con Sh contro Dracula; un pasticcio immenso ma godibile e divertente, il classico libro d'evasione che ti tiene incollato tuo malgrado alle pagine, e lo consiglio!.

    RispondiElimina
  4. Ciao Omar

    Ci sono due apocrifi su Holmes contro lo Squartatore usciti per la Delos Books in ebook:

    http://www.amazon.it/Sherlock-Holmes-lavventura-della-austriaca-ebook/dp/B00I2BZDO2/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1434487849&sr=8-1&keywords=spia+austriaca

    http://www.amazon.it/Sherlock-Holmes-squartatore-Whitechapel-Sherlockiana-ebook/dp/B00VB47EMQ/ref=sr_1_5?ie=UTF8&qid=1434487867&sr=8-5&keywords=Sherlockiana

    Il primo non lo ho ancora comperato, mentre il secondo è davvero divertente e con trovate davvero originali....

    Paola

    RispondiElimina
  5. Ciao Paola! grazie per la segnalazione, non li conoscevo! tra l'altro ho scoperto che anche l'apocrifo "L'ultimo caso di SH" di Michael Dibdin verte sul tema delo squartatore; insomma, hanno decisamente sfruttato il filone. :)

    RispondiElimina