lunedì 3 giugno 2013

NONSOLOGIALLO ; “ LA STORIA DI UNA BOTTEGA” DI AMY LEVY





La  casa editrice Jo March è uno di quei piccoli miracoli che nella sempre più povera editoria odierna sono ormai rari; voluta da due giovani donne intelligenti e di gran gusto letterario, esordirono con la pubblicazione di un vero capolavoro dell’ottocento Inglese mai tradotto prima, ovvero “Nord e sud” di Elizabeth Gaskell; lo scorso aprile è uscito il secondo volume della collana denominata Atlantide, che a quanto pare propone e proporrà in futuro titoli di autori Inglesi dell’epoca vittoriana che per qualche misterioso motivo sono stati finora snobbati nel nostro paese. Questo libro si intitola “Storia di una bottega” ed è uno dei romanzi più freschi e garbati che si possano leggere. Non si può definire  un capolavoro assoluto come North and South perchè non è il prodotto di una scrittrice già esperta e padrona della propria arte ma fu invece scritto da una giovanissima autrice Inglese di origine ebraiche di nome Amy Levy, la quale purtroppo morirà suicida a soli ventisette anni, schiacciata da tormenti derivati da pulsioni e convinzioni troppo forti per l’epoca bigotta e puritana nella quale si era trovata a vivere.


Amy Levy


Il romanzo è una splendida ed emozionante storia di donne, ossia di  quattro giovani sorelle di ottima famiglia che dopo la morte del padre si ritrovano orfane, povere e sole, visto che un’anziana e biliosa zia che intenderebbe tiranneggiarle e piegarle al suo volere non credo si possa definire esattamente una compagnia. Per far fronte ai loro gravi problemi economici decidono non di sposare il primo che capita o andare ospiti da parenti facoltosi, ma decidono bensì di aprire una bottega di fotografia e di guadagnarsi il pane da sole, contro tutto e tutti. Ovviamente quasi nessuno le capisce ; c’è chi le compatisce, chi le critica e chi fa illazioni più o meno esplicite sulla condotta immorale che la loro condizione di donne lavoratrici e indipendenti avrebbe presto fatto loro intraprendere.
Ma nonostante tutto vanno avanti, e pur tra mille stenti riescono a farsi strada e a imporsi. Motore e anima di questa riuscita è la secondogenita Gertrude, una giovane donna  di 23 anni che è un  pò la Jo March delle sorelle, fiera, risoluta e determinata, che guiderà in modo affettuoso ma fermo le altre tre sorelle nella loro avventura come giovani imprenditrici in un mondo,quello degli affari nella Londra del tempo, dominato da uomini perlopiù senza scrupoli.
Il romanzo però abbandona ben presto i dettagli tecnici della professione per raccontare la vita interiore delle sorelle; la primogenita Fanny(in realtà figlia di primo letto del signor Lorimer e quindi sorellastra delle altre) è una trentenne ormai sfiorita e sfiduciata che vive nella luce riflessa delle sorelle; la pratica e risoluta Lucy, una bella ragazza di vent’anni che assieme a Gertrude manda avanti la bottega con solerzia e determinazione ma che molto più della sorella maggiore saprà fare luce nei suoi sentimenti al momento giusto; e Phyllis, la piccolina vezzeggiata da tutte loro, una splendida diciassettenne di una bellezza perfetta e naturale che in un vestito liso e consunto riesce a far sfigurare qualsiasi altra ragazza abbigliata di tutto punto. Phyllis, più frivola e sensibile delle altre, avrà una vita e un destino simile a quello delle farfalle.
Attorno alle sorelle Lorimer e alla loro bottega si muovono altri personaggi  altrettanto ben caratterizzati; il giovane artista; gli amici di una vita Conny e Fred Devonshire, il giovane artista Frank Jermyn, il pittore dandy e cinico Sidney Carrol, il ponderato e riflessivo Lord Watergate; questi uomini in un modo o nell’altro saranno decisivi per il destino delle quattro sorelle, che al momento giusto sapranno quando seguire i moti del cuore o quelli della ragione.
Tra liti, riconciliazioni, morti vere o presunte, funerali e sospirati matrimoni  la storia si avvia a un finale dolce, malinconico e perfettamente compiuto; non si poteva davvero immaginare un epilogo più soddisfacente e pertinente.
 Da un punto di vista stilistico, l’opera presenta alcuni difetti derivati perlopiù dalla giovane età della scrivente, ma d’altro canto ha una freschezza e una forza che può derivare solo da un talento acerbo ma appassionato (e innegabile) che racconta le vicende delle quattro protagoniste con un ardore e una partecipazione tali che talvolta la penna pare acquistare vita propria e tralasciare ogni dettaglio per arrivare al nudo fatto, e forse si può  imputare a quest’opera una certa scarsità nella cura dei dettagli; avrei voluto saper emolto di più della vita precedente delle quattro sorelle Lorimer, della società in cui si muovevano, delle tecniche fotografiche del tempo (cose sempre interessanti) o anche solo di cosa amavano fare nel tempo libero; ma  all’autrice tutto questo non pareva interessare, smaniosa di arrivare alla sostanza; un libro scritto col cuore ancora prima che con la mente. Talvolta ho pensato che in mano a una scrittrice più esperta (ad esempio la Alcott) una storia simile avrebbe potuto essere valorizzata al massimo, ma forse mi sto sbagliando, forse la storia è bella proprio perchè è narrata in modo svelto e agile.
In ogni caso l’eccellente resa del testo è direttamente proporzionale all’ottima traduzione, opera delle due stesse curatrici della casa editrice. Inoltre impreziosiscono non poco il testo le frequenti note a piè di pagina, che chiariscono al lettore molti dei nomi e delle citazioni che senza una guida apposita potevano passare inosservate; la cura editoriale di un prodotto si vede da molti dettagli, compreso questo.
Poi è assolutamente da applausi la splendida foto di copertina, così come la rilegatura  e la grafica di alta qualità ; il tutto per soli 12 euro,una cifra onestissima se si pensa che la Mondadori ne chiede 16 per un raccontino di Camilleri scritto con caratteri per ipovedenti pur di raggiungere le pagine necessarie a farlo passare per un romanzo.
Insomma ,non solo un grande romanzo, ma un gradevolissimo oggetto che fa una splendida figura nella propria biblioteca personale. Intelligenti pauca; non tergiversate e ordinatelo.
Da parte mia ho compiuto con estrema soddisfazione il cammino assieme a queste adorabili  piccole donne (riferimento al capolavoro della Alcott non casuale, anche se in realtà le sorelle Lorimer sono molto più pratiche e intraprendenti delle sorelle March, pur avendo la stessa eccezionale sensibilità d’animo) , e pur non essendo un tipo facile alla commozione in certi passaggi ho avvertito un qualcosa di molto vicino al groppo alla gola,sia nel dramma che nelle situazioni più liete.
Quando si chiude il libro lo si fa con la consapevolezza di aver perso delle amiche, che però resteranno sempre li, tra queste pagine fatate, ad aspettarci per un altro viaggio in loro compagnia, viaggio che intendo intraprendere entro poco tempo, visto che conoscendo già la storia posso leggere con più calma e gustarmi sfumature e finezze letterarie sfuggitemi a una prima lettura . Sognatori e sognatrici,romantiche e romantici, non fatevi scappare questo piccolo grande gioiello finalmente edito anche in Italia.

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