martedì 11 giugno 2013

UN ECCELLENTE THRILLER DI JOSEPHINE TEY ; "IL RITORNO DELL'EREDE"

La riproposizione dei gialli di Josephine Tey da parte della Mondadori è stata una delle sorprese più piacevoli ma anche spiazzanti degli ultimi tempi; da molti anni non venivano riproposti autori di polizieschi nelle collane da libreria, visto che oltre alla Christie nella collana “oscar scrittori moderni” si trovano solo alcuni romanzi di Ellery Queen  (splendidamente ritradotti da Montanari), qualche Rex stout e le tre bare di Dickson Carr; veramente pochissime opere.

Josephine Tey

Quindi, quando lo scorso anno vidi ben 4 romanzi della Tey  editati contemporaneamente(e che romanzi;  la figlia del tempo, la strana scomparsa di Leslie, è caduta una stella e il ritorno dell’erede), pensavo di essere su scherzi a parte o in un episodio di “ai confini della realtà”; in ogni caso mi accaparrai subito quelli che non avevo, perchè li pensavo destinati ad esaurire dopo una sola edizione. Invece no,  per una volta il pubblico ha capito cosa comprare e un mesetto fa sono usciti altri due nuovi volumi,l’uomo in coda e sabbie che cantano; ragion per cui una buona parte della produzione migliore della Tey è attualmente reperibile con tutto comodo in libreria, segno che i miracoli a volte accadono.
DI questi sei romanzi cinque hanno per protagonista il simpatico ispettore Alan Grant, protagonista di romanzi dall’intreccio impeccabile e di eccezionale verve e brillantezza; credo che la Tey sia stata la scrittrice di gialli più dotata in senso artistico assieme a Ngaio Marsh e alla Sayers (quest’ultima però esagerava in descrizioni e minuzie), e se la Christie resterà sempre la più leggibile di tutte non ha mai avuto però la profondità artistica delle succitate.


L’unico romanzo dei sei in cui non compaia Alan Grant è lo straordinario “Il ritorno dell’erede” , un thriller senza personaggi fissi, un’opera unica sia nel cammino della scrittice che nella storia del giallo. Perchè l’idea geniale del romanzo è condurre la storia in modo “Hitchcockiano” anzichè puntare sul Whodunit, la classica risoluzione dell’enigma.
Mi spiego. La storia è semplicissima; un uomo si presenta alla magione degli Ashby sostenendo di essere Patrick, il figlio primogenito dato per morto annegato anni prima; dice che lui stesso aveva inscenato la propria morte per poter partire indisturbato e vedere il mondo, e poi ritornare con tutta calma a reclamare ciò che è suo, in quanto Patrick in vita era l’erede legittimo di Latchetts, la tenuta degli Ashby ; alla luce dei nuovi fatti rimarrebbe diseredato il secondogenito Simon, per anni ovviamente creduto legittimo erede. L a famiglia ovviamente è diffidente e non crede a una parola, ma il ragazzo sembra conoscere ogni cosa di ognuno degli abitanti della casa, per cui finiscono per convincersi, tranne Simon che sembra rimanesce scettico a oltranza...
Insomma, ci sarebbero tutti gli ingredienti per un mystery stile “è vero o non è vero che sia lui” ma invece non è così, alla Tey un tema simile doveva sembrare vecchio e logoro già nel 1949, anno di uscita del romanzo; no, dopo due pagine l’autrice ci informa che questo erede è solo un impostore; si chiama Brat, è un tizio qualsiasi che viveva di espedienti a New York ed è stato istruito per la parte si Patrick da uno zio degli Ashby, che così sperava di piazzarlo come erede e poi vivere comodamente tutta la sua vecchiaia grazie alla rendita  che Brat,come d’accordo,  gli avrebbe fatto pervenire. Vi ripeto, non è uno spoiler a tradimento, è solo l’inizio del romanzo; quindi quando la storia vera e propria decolla con l’arrivo del falso Patrick a  Latchetts  noi sappiamo già come stanno le cose, e la nostra domanda non sarà più “è lui o non è lui” ma “Riuscirà la famiglia Ashby a intuire la verità?”. Esattamente come in “Vertigo” di Hitchcock non ci importa il cosa ma COME  le cose si risolveranno, ed è questa la quintessenza della suspense pura.
Mi sono sempre stupito del fatto che proprio Hitch non abbia messo le mani su un libro tanto esplosivo e affine alla sua poetica( e la Tey la conosceva bene, avendo tratto da "è caduta una stella" il bellissimo film giovane e innocente);peccato, avrebbe fatto veramente faville una storia simile filmata dal maestro (invece ne venne tratto solo un film a budget limitato dalla Hammer), anche perchè questo romanzo riecheggia  le storie raffinatissime e sempre sospese sul filo dell’assurdo (ma poi non cadono mai, ve lo assicuro) della grande Daphne Du Maurier, autrice che Hitchcock amava e dai cui libri trasse ben 3 film (Rebecca, La taverna della Giamaica e Gli uccelli) ; quando nel 1957 la Du Maurier scrisse un romanzo abbastanza simile a questo per trama e atmosfera dal titolo “Il capro espiatorio”,e a parer mio tenne senz’altro conto della lezione della Tey... ma purtroppo Hitch non  filmò mai nemmeno quest’altro romanzo.
Anche perchè il maestro, suspense a parte, avrebbe trovato altri motivi d’interesse nel libro; ad esempio le dinamiche dei rapporti tra i familiari e di come vivono la notizia del ritorno dell’erede,con  la vecchia zia Ruth,attuale capofamiglia ( i genitori dei ragazzi sono morti entrambi, e fino ai 21 anni i ragazzi non potevano ereditare) che decide di credere a Brat-Patrick, Simon che davanti a tutti fa finta di crederci ma non si fida, le due piccole gemelle ultimogenite  che decidono di adorarlo come un fratellone e la “sorella”  ventenne  Eleanor che proprio non ispira sentimenti fraterni a Brat-Patrick, tanto da crearsi una situazione pericolosamente vicina all’incesto...ma da parte solo di Eleanor; Brat infatti sa benissimo che non ci sono legami tra loro e che potrebbe amarla, ed è questo dualismo continuo di vedute che fa grande e irripetibile questo romanzo, molto difficile da scrivere e invece portato avanti e risolto con una maestria impareggiabile; infatti anche il finale, del quale ovviamente non parlo, risulta bellissimo e perfettamente coerente al resto del libro.
Uno dei migliori Thriller attualmente reperibili in libreria, assolutamente imprescindibile. E e volete fino al 30 giugno 2013 la collana è scontata del 25%, quindi è una grande occasione di accaparrarsi tutti i volumi della Tey a un prezzo più abbordabile (o meno esoso, visto che i volumi costano 10 eurozzi l’uno).

INTRECCIO E SOLUZIONE FINALE;  10/10
-LEGGIBILITA’  10/10
-ATMOSFERA  9/10
-HUMOUR   9/10
-SENTIMENTO   9/10

MEDIA VOTO;   9,4

11 commenti:

  1. Non conoscevo la Tey, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dal suo stile di scrittura. Veramente una penna di prim'ordine. Io, al momento ho letto solo questo, della mondadori. Ora sto leggendo "The man in the Queue", il primo Romanzo con l'ispettore Grant, che Mondadori aveva tralasciato pubblicandoli tutti dal secondo in poi! :/ Salvo poi far uscire a fine maggio il primo e l'ultimo di Grant, (strana decisione) "Sabbie che cantano" e "L'uomo in Coda", giubilo! Completo l'intervento dicendo che per l'editore Nottetempo sono in catalogo altri due romanzi della Tey, e quindi, doppio giubilo, abbiamo in italiano la bibliografia completa!

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  2. Fra l'altro, grazie Omar, che dell'uscita de "L'uomo in coda" me ne sono reso conto solo leggendo il tuo blog, in libreria c'era solo l'ultimo! :)

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  3. Mi fa piacere che tu abbia trovato l'uomo in coda e che tu lo stia leggendo; fammi sapere poi se ti è piaciuto, un altro mio amico mi ha detto che è carino ma un parere in più fa sempre piacere!Per quelli della nottetempo, credo che purtroppo "un'accusa imbarazzante" sia temporaneamente esaurito, e che sia disponibile solo "Miss PYm"; in ogni caso sono da prendere finchè si trovano!

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  4. Ti ringrazio tanto, Omar, per questa segnalazione. Non conoscevo la Tey (mi cospargo il capo di cenere) ed e' stata una scoperta entusiasmante!

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  5. Manca solamente "The Franchise Affair", dove l'amabile ispettore Grant fa una brevissima apparizione. So che è stato pubblicato nel 1952 da Longanesi, con il titolo "Il brivido sulla spalla".
    Ecco, mi piacerebbe leggerlo perché, fra l'altro, è una delle sue opere più celebrate.
    Comunque mi unisco alle lodi per la Tey: una scrittrice sopraffina.

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  6. In realtà Yue, "The Franchise Affair" è stato tradotto col titolo "Un'accusa imbarazzante" dalla Nottetempo Edizioni.
    Fra l'altro io li ho ordinati entrambi tramite Amazon un mese fa, quindi si dovrebbero trovare ancora con relativa facilità, o comunque le edizioni fatte dalla Mondadori potrebbero spingere verso una ristampa!

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    1. Urca, non lo sapevo!Grazie!!!
      Vedo che su amazon.it è ancora disponibile, quindi lo prendo lì.

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  7. Accidenti stcroix, grande dritta! purtroppo un'accusa imbarazzante da qualche giorno non è più disponibile su IBS,ma con altri canali magari lo si trova ancora!Bisogna provvedere..

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  8. Li ho notati qualche tempo fa in libreria e mi avevano incuriosita, sono contenta di aver avuto un "buon fiuto" :D
    Me ne ricorderò, ogni tanto sento il bisogno di libri del genere!

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  9. Per un parere personale, i primi 4 usciti sono anche i più belli, quelli da avere assolutamente; ma certamente anche gli altri due saranno ottimi.

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  10. Mi è piaciuta molto l'ambientazione e anche come è scritto. Un giallo un po' particolare e che in alcuni momenti richiede una certa sospensione dell'incredulità (come fa un ragazzino di 13 anni di buona famiglia a scappare all'estero, mantenersi e poi tornare a casa e far accettare tranquillamente la cosa ai parenti al ritorno?). Una cosa sola mi ha lasciata molto perplessa: la mancata spiegazione del meccanismo del "crimine", l'alibi per intederci. Ho letto e riletto il finale ma niente da fare, la spiegazione proprio non c'è.

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