mercoledì 21 agosto 2013

I RACCONTI DI SHERLOCK HOLMES PARTE PRIMA; "LE AVVENTURE DI SHERLOCK HOLMES"



Ormai Sherlock Holmes è uno di quei personaggi talmente popolari in ogni angolo del globo da darlo ormai per scontato; con lo strepitoso revival che esso sta vivendo sia grazie ai baracconi Hollywoodiani con Robert Downey Jr.  che alla geniale serie della BBC (ambientata ai nostri giorni ma fedele più di ogni altra mai prodotta prima allo spirito dei racconti di Conan Doyle)  Sherlock si è assicurato la fama per almeno un altro paio di generazioni.
Ma la domanda è; quanti fans dell' Holmes di celluloide conoscono veramente la fonte originaria, ossia i 4 romanzi e i 56 racconti scritti dal grande Arthur Conan Doyle? Facendo un “sondaggio” tra i miei amici lettori è risultato che Uno studio in rosso e Il mastino dei Baskerville sono conosciuti e amati , mentre Il segno dei quattro (ovvero il mio preferito) e La valle della paura sono già meno conosciuti, e francamente non so spiegarmi il perchè visto che per qualità non sono certo inferiori ai primi due citati.
Ma i racconti? In pratica è abbastanza ben conosciuto solo “Uno scandalo in Boemia” grazie alle  speculazioni sul personaggio di Irene Adler, e qualcuno si ricorda anche della fascia maculata o del vampiro del Sussex o dei pochi raccont in cui appare o è citato Moriarty; ma per il resto buio quasi completo. Per cui, visto che per me rileggere Conan Doyle è sempre un piacere, in questi giorni in cui non mi azzardo a uscire di casa perchè odio il caldo ho ripreso in mano i volumi della saga di Holmes e del fido Watson e me li sono riletti. Non è stata un'impresa impossibile, visto che una buona metà dell'opera la so a memoria e altri mi sono tornati in mente via via che li leggevo, ma alla fine ho scoperto che perfino io, che mi sono sempre definito un Holmesiano di ferro, avevo dimenticato completamente più di un racconto.
Innanzitutto un po di nozionistica veloce; il canone originario delle avventure di Holmes e del fido Watson consiste in 4 romanzi già citati e in quarantasei racconti pubblicati tra il 1887 e il 1927, quindi tra la tarda età vittoriana nella quale il poliziesco emetteva i primi vagiti e la grande ascesa della Golden Age; l'ultimo racconto di Conan Doyle viene pubblicato proprio quando esce l'innovativo “l'assassinio di Roger Ackroyd” della Christie, quasi un passaggio di consegne tra giallo di stampo più ottocentesco e quello perfezionato e maturo tipico del ventesimo secolo.
I racconti sono stati poi raccolti in cinque volumi che seguono l'ordine cronologico di pubblicazione (ricordo che uscivano a puntate sullo Strand), così titolati;

-      Le avventure di Sherlock Holmes
-      Le memorie di Sherlock Holmes
-      Il ritorno di Sherlock Holmes
-      L'ultimo saluto di Sherlock Holmes
-      Il taccuino di Sherlock Holmes

Gli inizi saranno incerti; pur tra storie leggendarie come “Uno scndalo in Boemia” molte storie sono leggere, ingenue, quasi delle commedie tinte di giallo; ma col tempo la professionalità dell'autore (non la voglia, visto che Doyle odiava scrivere i racconti con Holmes, preferendo dedicarsi ai romanzi storici e ai racconti fantastici) garantirà storie sempre più solide e convincenti,ormai meritatamente immortali.
Si perchè diciamocelo, la saga di Sherlock Holmes resiste benissimo al tempo, è ancora stimolante ed estremamente godibile, e merita tutta la nostra attenzione e tutto il nostro amore. Ricordo che il mio primo incontro con l'autore fu a 17 anni, in un piovoso e freddissimo sabato pomeriggio in odor di neve (anno 1999) in cui comprai il cofanetto della Newton con tutto il canone in 4 volumi economici, e rimasi praticamente sprofondato nella lettura fino alla domenica sera, e i giorni successivi tornavo da scuola,ripassavo e poi mi rituffavo nel mondo fantastico creato da Conan Doyle fino a che, vinto dal sonno, il libro non mi cascava di mano. Vorrei augurare a tanti ragazzi una simile avvwntura, leggere questi autori è sempre un piacere, ma leggerli in un'età ancora spensierata è un'esperienza magica.
Quindi non date retta ai detrattori come Raymond Chandler, che nel suo parziale e pomposo saggio “la semplice arte del delitto” dice che il canone Holmesiano oltre a essere datatissimo “non è altro che un atteggiamento indovinato e qualche battuta di dialogo memorabile”. Balle, è molto, molto di più; perchè le splendide descrizioni della Londra e dell' Inghilterra rurale del tempo, gli amabili siparietti tra Holmes e Watson, i gentiluomini azzimati, i delinquenti dei docks, gli orfanelli di Baker street e le belle fanciulle innocenti dagli occhi viola sono ben più di quello che dice Chandler, che oggi coi suoi Hard-boiled forzatamente fatalisti e pessimisti è assai più invecchiato e noioso di Doyle.
 Va bene, oggi molti racconti possono apparire, anzi sono datati e ingenui, ma sono passati 125 anni dal primo di questi, ed essi sono stati saccheggiati fin dalla loro prima apparizione e lo sono ancora adesso; quindi giocoforza per il lettore odierno hanno perso gran parte del loro mordente, ma non è colpa di Conan Doyle se la materia che ha creato è stata assimilata praticamente da ogni giallista apparso dopo di lui, e questo non può svalutare l'opera di un autore assolutamente geniale e anche uno scrittore migliore di quanto si creda, certo migliore di quanto diceva l'impettito Antonio Gramsci, che nella stessa frase definì grande artista Chesterton ( e qui aveva ragione da vendere) ma sminuì spietatamente la prosa di Conan Doyle,che definì un autore modesto. Certo, Chesterton era un fuoriclasse che è da considerarsi uno dei grandi autori di ogni tempo e letteratura, e Doyle era “solo” un solidissimo narratore di genere; ma nel poliziesco non conta tanto la forma quanto la sostanza, ed è qui che stava il grande errore dell'intellettuale sardo e di tutti quelli dopo di lui; considerare il poliziesco una forma minore di letteratura quando invece era il genere più difficile da scrivere e coltivare. Ma, come sempre succede, più dei saggi e degli articoli anche specializzati conta l'opinione del pubblico; è il pubblico che decreta il successo o l'oblio di un autore, e la gente ha voluto bene a Conan Doyle,alla Christie e a tanti altri di coloro che sono stati criticati per “scrivere male”, un bene sincero e profondo che continuerà ancora per molto, molto tempo.
Anzichè creare un unico grande post come per i lavori della Christie, in questo caso preferisco centellinarli, ovvero usciranno 5 post diluiti nel tempo, uno per ogni raccolta.
Come ho già fatto per altri lavori, per ogni racconto segue un commento e una personalissima “votazione” che va da 1 a 5 asterischi.

PRIMA RACCOLTA;
LE AVVENTURE DI SHERLOCK HOLMES

Una premessa; tutte le storie della serie,romanzi compresi, si intendono narrate da Watson in un suo diario, a volte subito dopo essere accadute e a volte molto tempo dopo; quindi sono vicende narrate “In differita” da Watson, e non storie “In presa diretta” . Come vedremo, lo scrittore- biografo Watson ( prefetto alter ego di Doyle anche nell'aspetto fisico) nel narrare le gesta vissute con l'amico si lascerà andare a ricordi e confessioni intime sulla vita da loro vissuta al tempo, e ciò permette di ricostruire una continuity nella saga, che conta di eventi importanti come il matrimonio del dottor Watson, la presunta morte di Holmes per mano di Moriarty e la successiva sua ricomparsa (come è noto ai più Doyle dovette riesumare il suo personaggio più popolare dopo le proteste dei lettori, preda di una vera e propria Holmes-mania), la morte della moglie di Watson e così via.


1- UNO SCANDALO IN BOEMIA *****

Il primo ,il più celebre e forse il più bello (anche se io gli preferisco “i faggi rossi” e “la faccia gialla” ) dei racconti della saga; la vicenda del Re di Boemia che chiede disperatamente aiuto a Holmes perché recuperi una fotografia compromettente nella mani dell'avventuriera Irene Adler è ormai mitica, così come la sfida tra il detective e colei che il suo sfidante, noto misogino, omaggia definendola “La donna” per eccellenza. Su Irene Adler, come poi succederà anche con  Moriarty, si è creata una vera e propria quanto ingiustificata mitologia, alimentata negli apocrifi e nelle trasposizioni cinematografiche, in quanto nell'opera dell' autore la Adler non comparirà mai più.
Fin da questa prima storia si potrà inoltre notare una costante dell'autore, ovvero la scarsissima presenza di omicidi e fatti violenti; in pratica la gran parte dei racconti tratta di furti, truffe, rapine e raggiri vari, ma in poche occasioni ci scappa il morto; mentre nella Christie, in Carr e altri autori della Golden age il cadavere è pressoché d'obbligo, nei racconti brevi di Doyle è quasi un'eccezione.

2- LA LEGA DEI CAPELLI ROSSI  ***

Dopo il primo immortale racconto, ecco una storia curiosa ma ormai abbastanza prevedibile, dove un caso assolutamente bizzarro e singolare si rivela poi nient'altro che una elaborata truffa; bello a una prima lettura, ma francamente perde molto del suo fascino una volta che si sa dove l'autore vada a parare.

3- UN CASO DI IDENTITA'  ***
Altro racconto abbastanza curioso, quasi con risvolti da commedia, piuttosto gradevole  ma assai telefonato per un lettore odierno; qui non si ha nemmeno un crimine vero e proprio, e il “colpevole” verrà semplicemente minacciato di percosse e frustate da un Holmes giustamente indignato.

4- IL MISTERO DI BOSCOMBE VALLEY  ****

Ovvero, il primo morto ammazzato nei racconti con Holmes. Finalmente Doyle usa il calibro pesante,e i nostri si recano in provincia per indagare su un misterioso omicidio di un anziano proprietario terriero, per il quale è indagato il figlio. Siamo ancora dalle parti di uno studio in rosso ( residenti delle colonie dal passato misterioso che regolano vecchi conti nella verde madrepatria) ma la storia è bella e godibile. Singolare però che Holmes, durante il viaggio in treno, si legga nientemeno che un'edizione tascabile delle Poesie di Petrarca: davvero mi riesce difficile immaginare il freddo e raziocinante detective emozionarsi per le struggenti liriche che il poeta indirizzava all'amata Laura.

5- CINQUE SEMI D'ARANCIO  **
Davvero modesto invece questo ennesimo racconto su assassini venuti dalle colonie; oltre che francamente piatto e privo di suspense questo racconto è anche molto datato, visto che la chiave del mistero è il significato della sigla KKK, all'epoca una novità ma oramai tristemente nota a tutti noi.

6- L 'UOMO DAL LABBRO SPACCATO ****
Si riprende decisamente quota con questo gustosissimo racconto in cui si ritorna al filone dei travestimenti, delle sparizioni misteriose e dei criminali che sembrano tali e non lo sono; nulla di eclatante, ma è un vero piacere seguire Holmes e Watson muoversi tra sordide fumerie d'oppio e luridi vicoli di angiporto; un campionario dell'immaginario “nero” dell'epoca vittoriana. E' grazie a racconti come questo, non geniali ma di grande atmosfera, che il mito di SH è nato.
Da segnalare una delle poche apparizioni in prima persona della moglie di Watson, Mary Morstan, che di solito viene solo rammentata nelle chiacchiere tra i due amici.

7 – L'AVVENTURA DEL CARBONCHIO AZZURRO ***
Racconto divertente e leggero nel quale Holmes trova un favoloso diamante azzurro rubato pochi giorni prima nel gozzo di un'oca, e cerca di risalire al colpevole proprio attraverso l'oca, ripercorrendone il percorso dall'allevamento alla macellazione. Un piccolo, delizioso affresco della Londra dei bottegai, a ben vedere un altro tassello nella rappresentazione della Londra popolare dell'epoca, della quale la saga di Holmes costituisce una guida senza pari.


8 – L' AVVENTURA DELLA FASCIA MACULATA  *****

Uno dei racconti più giustamente famosi, dove ci si muove in una residenza di campagna nella quale scorrazzano tranquillamente ghepardi e babbuini, e in cui si incontra il villain forse più spregevole e ributtante dell'intera saga. Da antologia le macchinazioni da esso ordite per uccidere, complicatissime e improbabili ma altamente spettacolari; infatti la fascia maculata del titolo non è altro che...

 9 – L' AVVENTURA DEL POLLICE DELL'INGEGNERE ***

Racconto se possibile ancora più bizzarro dei precedenti, nel quale si ha un giovane ingegnere idraulico che viene invitato da uno strano uomo in una ancora più strana dimora sperduta, per esaminare una avanzatissima pompa idraulica; ovviamente le cose prenderanno una strana piega, e l'uomo ci rimetterà il suo onorario e il pollice citato nel titolo. Quando lo sfortunato si lamenterà di ciò, Sherlock Holmes lo consolerà con una battuta degna del suo disinteresse supremo per il genere umano “ pazienza amico mio, avrà una storia interessante da raccontare agli amici alle feste, ciò la ripagherà dei suoi guai”. Ma credo di potermi sbilanciare nell'asserire che il poveretto avrebbe preferito tenersi il pollice.

10 – L' AVVENTURA DEL NOBILE SCAPOLO  ***
Altro racconto con sfumature da commedia, in cui una moglie abbandona il marito subito dopo il matrimonio; Scotland Yard draga fiumi e fontane cercando un cadavere,ma per Holmes la verità è infinitamente più prosaica e incruenta. In questo racconto emerge tutto il filo-americanismo di Conan Doyle, che visitò più volte gli States rimanendone entusiasta; alla fine del racconto, per bocca di Holmes, si augurerà che “un giorno questi due grandi paesi possano riunirsi in un'unica bandiera, con la Union Jack accanto alle stelle e alle strisce”. Decisamente utopistico.

11 – L' AVVENTURA DEL DIADEMA DI BERILLI ***

Stavolta abbiamo un rigoroso racconto giallo, nel quale si cerca il colpevole del furto di tre berilli incastonati in un preziosissimo diadema. Viene arrestato un giovane scapestrato e dissoluto, ma la verità sarà ben altra.

12 – L' AVVENTURA DEI FAGGI ROSSI  *****

Sensazionale thriller nel quale la tensione si taglia col coltello; Holmes e Watson vengono invitati da una giovane signorina a indagare nella magione nella quale esercita il suo lavoro di istitutrice, una casa nella quale avvengono fatti inspiegabili e bizzarri, e la verità che emerge è inquietante e dolorosa. Un racconto assolutamente perfetto, la quintessenza del suspense per come lo concepiva Conan Doyle.

Una considerazione finale sul primo volume; beh, a dire il vero, pur essendo il primo e il più famoso dei volumi dei racconti del duo Holmes-Watson, complessivamente è uno dei volumi più deboli. CI sono tre eccellenze assolute, ma anche racconti incerti, ingenui, un poco zoppicanti, nei quali l'autore deve prendere ancora confidenza col  personaggio e col genere; la leggenda è nata, ma crescerà e diventerà sempre più adulta e matura, anche se la freschezza assoluta dei primissimi lavori andrà perduta.

7 commenti:

  1. Ciò che amo (e ho amato da bambina) dei romanzi di Doyle è l'atmosfera, il 'sapore' che ti avvolge mentre leggi. Poi viene l'attaccamento al personaggio. Riflettendo sul tuo post, penso a quanto sia bello poter evocare nella mente tutti i grandi personaggi dei polizieschi e apprezzarne le peculiarità, confrontando le genialità dei loro autori. Lo si può fare solo coi romanzi gialli. Tornando a Sherlock Holmes: ho una particolare affezione per la trasposizione televisiva col formidabile (e compianto) Jeremy Brett.

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  2. Vero, hai proprio ragione. Per me rileggere DOyle (non solo Holmes, io impazzisco per tutta la sua produzione) significa ritrovare un vecchio amico e entrare di nuovo in un mondo meraviglioso seppur artefatto; proprio per le loro atmosfere, oltre che per le trame, per me Doyle e la Christie sono sempre stati i must, assieme a Edgar Wallace (ha scritto troppo e talvolta male, ma che fascino la sua Londra anni venti, sembra ereditare il testimone di cronista dela metropoli proprio da Doyle) e a Chesterton, un fuoriclasse assoluto che va bene per tute le stagioni.
    Parlando di trasposizioni, quella con Jeremy Brett l'ho vista poco ma mi è sempre parso un prodotto impeccabile, come le prime stagioni del telefilm di Poirot. Io sono legatissimo alle trasposizioni anni trenta con Basil Rathbone e Nigel Bruce, che con Doyle c'entravano poco o nulla ma sono tanto iconiche che non riesco a immaginare Holmes e Watson diversi dalle fisionomie dei due attori.
    Il telefilm della BBC ambientato ai giorni nostri lo hai visto? è a dir poco geniale...

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  3. Il telefilm della bbc non ho ancora avuto modo di vederlo (io non ho tv, tutto tramite internet). Non sono d'accordo sui film con Basil Rathbone perché non posso concepire Sherlock Holmes prendere un aereo o viaggiare in automobile! AHAHAH. Grande, grandissimo entusiasmo per la serie tv POIROT con David Suchet di cui sto rivedendo alcuni episodi grazie a You tube, e per il Maigret interpretato da Bruno Cremer.

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  4. SI, in effetti Scherlock Holmes che va in America e prende l'aereo è difficile da digerire, ma i due attori erano perfetti! Guarda, per lo Scherlock della BBC non hai bisogno della tv (anche perchè il doppiaggio Italiano è orrendo) , va cercato su Internet col Torrent; sono solo 6 episodi, 2 stagioni con 3 film tv l'una. SOno ambientti ai giorni nostri ( e infatti ero cettico e perplesso) , ma sono fedelissimi a Conan Doyle, e un esperto del canone si sente veramente a casa sua!
    Per quanto riguarda Poirot, io sono un grande fan delle prime stagioni (quelle con gli episodi brevi) mentre mi piacciono molto meno quelle recenti coi film più lunghi, fatti con un budget maggiore e con un cast di alto livello ma del tutto infedeli ai romanzi; il fondo si è toccato con "Assassinio sull'orient express", con Poirot prigioniero di tormenti religioso- esistenziali (!) , allusioni sessuali esplicite e personaggi rivoltanti; da evitare. Il Maigret con Bruno Cremer lo devo ancora recuperare, sono fermo a Gino Cervi.

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  5. Complimenti per il post, Omar. Da appassionato di Sherlock Holmes, avrei una domanda: esiste secondo te un'edizione "difinitiva" (in italiano e/o inglese) della produzione di Doyle dedicata a SH? Te lo chiedo perche' avrei intenzione di regalarmi i due cofanetti in inglese de "The New Annotated Sherlock Holmes", curata da Leslie S. Klinger, che include i racconti (in due volumi) ed i 4 romanzi (in un volume singolo). L'edizione contiene note, illustrazioni originali e commenti. Ne vale la pena?

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    1. 1) Short stories: http://www.amazon.com/The-New-Annotated-Sherlock-Holmes/dp/0393059162/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1378919406&sr=8-1&keywords=annotated+sherlock+holmes

      2) Novels: http://www.amazon.com/The-New-Annotated-Sherlock-Holmes/dp/039305800X/ref=sr_1_2?ie=UTF8&qid=1378919406&sr=8-2&keywords=annotated+sherlock+holmes

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  6. Ciao Gianluca! Beh, io credo che le edizioni di SH esistenti possono certamente considerarsi definitive; non si sa ne di racconti perduti, ne di versioni alternative di essi. Quindi se ti fai questo regalo fai benissimo, te lo consiglio!.

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