sabato 17 agosto 2013

IL SAGGIO “ A PROPOSITO DEL GIALLO" DI P.D. JAMES, E UNA PREGHIERA PER LA PUBBLICAZIONE IN ITALIANO DI “GAUDY NIGHT” DI DOROTHY SAYERS.

In uno di questi recenti, tremendi giorni di canicola ho letto a scrocco il recente saggio “a proposito del giallo” dell'attuale decana del genere,la novantatreene P.D. James, pubblicato pochi mesi fa nella collana “oscar piccola biblioteca” Mondadori.
Ora, dico subito che a me la James è sempre stata piuttosto indigesta; ho provato a leggere qualche suo libro ma ho sempre desistito; troppe descrizioni, troppi dettagli, troppi orpelli; sulla carta, amando il giallo d'ambiente e pieno di riferimenti al costume dell'epoca avrei dovuto essere un suo lettore ideale, ma secondo me il troppo stroppia, e sia lei che la Rendell soffrono di una forma aggravata del “complesso di Dorothy Sayers”, la prima autrice ad abbondare, e talvolta a sovrabbondare, in descrizioni. Ma a dire il vero la Sayers era una grande scrittrice e i suoi plot non poche volte erano geniali, per cui ho sempre chiuso benevolmente un occhio sulle lungaggini; ma la James proprio non la digerisco, anche perché i suoi intrecci mi sono parsi abbastanza piatti e telefonati. Anche se magari ho affrontato il libri sbagliati e ne ho un'idea distorta, tutto può starci.
In ogni caso, proprio quando l'autrice avrebbe avuto un validissimo motivo (un saggio che ripercorre tutta la storia del genere) per abbondare in parole se ne è uscita con un libretto smilzo e agile che si legge in un'oretta.
Che dire? Come sempre quando un autore parla del genere in cui si cimenta si rivela assolutamente arbitrario e parziale; abbiamo avuto Chandler che ha sminuito il giallo all'inglese in favore dell'Hard boiled e J.D. Carr che gli ha risposto per le rime sfottendo gli intrecci del giallo dei duri, tutto è accaduto escluso che il genere fosse eviscerato in maniera obiettiva e imparziale. Il testo più completo e importante sembra essere un saggio di Julyan Simons più volte citato anche  dalla James, ma noi pubblico Italiano evidentemente non ce lo meritiamo.
Insomma, la James inizia parlando dei precursori ma limitandosi a Doyle e Chesterton, e l'omissione completa della fondamentale opera delle grandi signore del giallo americane, la Green e la Rinehart su tutte, è veramente imperdonabile, specialmente da un'autrice dello stesso sesso.
Il giallo Americano,sia il deduttivo che quello d'azione, vengono appena rammentati, su Carr vengono sprecate tre righe in croce, del Franco- belga nessuna traccia (ma anche qui da noi viene colpevolmente snobbato), in poche parole si parla solo di giallo Inglese, anzi di gialliste Inglesi; su tutte Josephine Tey, Gladys Mitchell (eccentrica scrittrice praticamente mai tradotta in Italia), Margery Allingham, Agatha Christie (poco) e soprattutto di colei che è senza dubbio alcuno il suo modello di riferimento, ossia la già citata Dorothy Sayers.
Praticamente un quarto del saggio è dedicato alla figura di questa grande letterata, donna coltissima e tra le prime donne laureate nel suo paese, traduttrice di Dante e scrittrice di polizieschi, per sua stessa ammissione, solo perchè essi erano remunerativi; in essi il detective è Lord Peter Wimsey, aristocraticissimo e pomposo pari d'Inghilterra, bello, colto ed elegantissimo, “L'uomo che la Sayers avrebbe voluto avere e non ebbe mai” dice giustamente la James.
Nel saggio vengono analizzati capolavori come “Il segreto delle campane” e “Per morte accidentale”, ma il titolo più citato in assoluto ( ho contato 18 menzioni) è, ironia della sorte, proprio l'unico che non sia mai stato tradotto in Italia, ossia il celeberrimo “Gaudy Night”.
Questo romanzo, che un curatore del giallo Mondadori mi ha detto che non è stato proposto perché troppo lungo per pubblicarlo in una collana da edicola (e dedicargli uno speciale? E editarlo in due parti? Se le cose si volessero fare, secondo me...), sembra molto interessante in quanto ambientato in un collegio per signorine dove esercita come insegnante Harriett Vane, storica fiamma di Lord Peter. In questo collegio avvengono furti e altri fatti strani (ma non omicidi, sembra) e in modo lento e avvolgente la verità verrà a galla. Questo è quanto.
Ora, il libro, di ambientazione scolastica, sarebbe perfetto anche
 per una pubblicazione nella collana “Bassotti” della Polillo, pressoché specializzata in gialli tra i banchi di scuola; con tutti gli inediti di autori oscuri che traduce, secondo me con un calibro come la Sayers le vendite sarebbero assicurate.
Comunque, Mondadori o Polillo che sia, la pubblicazione dell'ultimo inedito della Sayers andrebbe  a colmare una lacuna che sinceramente è fastidiosissima per il pubblico Italiano, che il giallo lo ha sempre gradito molto. Quindi, con la pubblicazione del saggio della James che ormai ha stimolato la curiosità di tutti coloro che lo hanno letto, secondo me sarebbe il momento adatto per pubblicarlo. Peccato che sia un bischero qualsiasi che non ha voce in capitolo, ma esternare una speranza in fondo non costa nulla.
Tornando sul saggio della James, alla fin fine pur nella sua parzialità e il suo saltare di palo in frasca è  una lettura comunque simpatica e rilassante, che per un appassionato non offre pressoché niente di nuovo ma che per un neofita potrebbe essere una prima guida molto utile.

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