lunedì 6 gennaio 2014

“MISTERI SOTTO LA NEVE” DI NICHOLAS BLAKE, UN GIALLO RAFFINATO E ADULTO, MA ANCHE ESTREMAMENTE CLASSICO.


Se dovessi dire di aver letto tutti i gialli che negli anni ho comprato in mercatini e bancarelle, sarei un bugiardo; ovviamente se si trova uno scatolone di gialli Mondadori a venti centesimi l’uno sarebbe follia non prenderli, anche se poi il tempo di leggerli si trova solo dopo anni non conta, l’importante è averli disponibili al momento.
E direi una bugia anche nell’affermare che conosco tutti i grandi autori; non ho avuto ancora il tempo di approfondirli tutti, e la mia pigrizia mi posta a leggere dieci titoli di un autore provato e apprezzato piuttosto che dare una chance a uno ancora tutto da scoprire.
Ma nei buoni propositi del nuovo anno c’è anche quello di “sperimentare” di più, e quindi ho iniziato a leggere un autore del quale ho sempre letto meraviglie e di cui ho diversi titoli, dei quali era francamente folle procrastinare ancora la lettura.
E meno male che mi sono deciso, perché questo mio primo Blake è stata decisamente una bella lettura, soddisfacente sotto tutti gli aspetti; non un capolavoro, ma comunque un gran bel libro, il che non è poco.

Un giovane Nicholas Blake

Nicholas Blake è lo pseudonimo con cui l’illustre poeta Inglese Cecil Day Lewis (tra l’altro padre del fascinoso attore Daniel, protagonista dell’Ultimo dei Mohicani e dell’Età dell’innocenza) firmò una ventina di romanzi polizieschi, forse per diletto personale o forse perché, come Berkeley, li riteneva semplicemente fonte di guadagno facile e sicuro.
Fatto sta che, qualunque sia il motivo per cui siano stati scritti, i suoi libri sono molto apprezzati dai giallofili più esigenti. Si dice che il suo libro migliore sia “La belva deve morire” pubblicato tra l’altro nei Bassotti Polillo; ma per principio non inizio mai a leggere un autore da quello ce è considerato il suo capolavoro, perché ho sempre il timore che una partenza col botto mi faccia sottostimare gli altri lavori di un autore.
Questo “Misteri sotto la neve” è ambientato nel drammatico inverno del 1940-1941, nel quale l’inizio della guerra e la paura del regime nazista iniziava a condizionare seriamente la vita degli Inglesi. In ogni caso nella campagna dove si svolge l’azione la guerra resta ancora un’eco lontana, una cosa di cui discutere annoiati in salotto; il vecchio mondo sta scricchiolando pericolosamente, ma tiene ancora.

La bellissima copertina di Sergio

La storia inizia quando Nigel Strangeways, il detective più importante creato da Blake, viene invitato da una parente della moglie a indagare nella grande villa dei Restorick, importante famiglia del luogo, sulle stranezze di.. un gatto, che durante una seduta spiritica collettiva (assai di moda in quegli anni) si è comportato in modo assolutamente inusuale, aggredendo con ferocia un qualcosa che non c’era. Strangeways viene introdotto nella magione dei Restorick come esperto di fenomeni psichici, ma ben presto è costretto a riprendere la sua vera identità di detective, in quanto viene trovata impiccata la bellissima e psicolabile Elizabeth Restorick, sorella minore del padrone di casa Heverard e notoriamente ninfomane e psicolabile. Ecco, in questa descrizione cruda e diretta delle pulsioni sessuali e del corpo voluttuoso della morta ( che viene trovata completamente nuda, cosa che turba Strangeways) Blake somiglia ben poco ai giallisti più noti dell’epoca, ancora abbastanza pudichi, la Christie su tutti; Blake ha invece il piglio sanguigno e il cinismo di un Frances Iles, ma al contrario di questo riusciva a imbastire anche una buona atmosfera goticheggiante alla Dickson Carr, che raggiunge il culmine nel ritrovamento di un altro cadavere celato..dentro un pupazzo di neve!. Una bella trovata, che dimostra quanto un romanzo “avanti” per tematiche e linguaggio non debba per forza rinunciare a qualche buon brivido classico. Anche la cerchia ristretta di sospettati e i rapporti sotterranei e inconfessabili tra molti di essi è tipicamente “Golden age”, e assai ben gestita. E, dulcis in fundo, abbiamo tra i personaggi anche due bambini veramente simpatici e spontanei, per nulla irritanti come spesso accade; veramente troppa grazia.
Insomma, questo primo libro di Nicholas Blake è stato veramente bello, e spero che, continuando a leggere i suoi libri, possa trovarne qualcuno ancora migliore.

-INTRECCIO E SOLUZIONE FINALE;  9/10
-LEGGIBILITA’  9/10
-ATMOSFERA  8/10
-HUMOUR   8/10
-SENTIMENTO   8/10

MEDIA VOTO;  8,5

8 commenti:

  1. Grazie per la segnalazione! Mi ispira molto!

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  2. Se riesci a trovarlo provalo, non ti deluderà!

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  4. Grazie a lei per l'intervento e le preziose informazioni! visto che sembra conoscere piuttosto bene l'autore, saprebbe consigliarmi i suoi titoli migliori, o che comunque le sono parsi tali? grazie.

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  6. La ringrazio molto, ora ho le idee più chiare; tra l'altro mi sono accorto di avere pressoché tutti questi titoli. Tra l'altro mi ha messo molta curiosità per l'ultimo titolo mai tradotto, adoro le spy-stories di alto livello letterario e che non si prendono troppo sul seri (quelle della Christie ad esempio), che purtroppo nessuno si prenderà la briga di tradurre nonostante in Italia abbiamo una collana dedicata solo alle spy, quel segretissimo che però preferisce puntare su tutt'altro.

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