mercoledì 17 aprile 2013

"E I CANI ABBAIANO”  DI JONATHAN STAGGE.




Nella vasta foresta della letteratura poliziesca,un bosco grazioso e pieno di radure soleggiate è senz'altro quello dei romanzi di Jonathan Stagge,che poi non è altri che un altro nom-de-plume  di quel collettivo di autori che risponde al nome (si fa per dire)di Patrick Quentin.
I  romanzi a nome Stagge sono 9,e in pratica rappresentano l'epopea del dottor Hugh Westlake,medico quarantenne vedovo con figlia preadolescente a carico,la dolcissima e sveglia Dawn.Una famiglia ai tempi ben poco convenzionale,la cui esistenza è rappresentata con un gusto e un garbo impareggiabili;ci si affeziona al dottore e alla bambina come se fossero persone vere,cosa che ben di rado accade nella letteratura di genere.
Questo dottore vive a Kenmore,una piccola città che è una sorta di zolla britannica trapiantata in America,dove vive una società di gente più inglese degli stessi inglesi.E come i loro epigoni d'oltreoceano commettono delitti con estrema facilità,e ogni volta il povero dottore ci si trova di mezzo,fosse come testimone,detective improvvisato e anche sospetto. Ovviamente verrà sempre a capo della faccenda,magari con l'aiuto spesso involontario della figlia,che con una frase o un gesto indirizza il padre verso la giusta soluzione degli enigmi.

“E i cani abbaiano” è il primo libro della saga e per me il migliore,sia come intreccio che come pittura d'ambiente.
Abbiamo un inizio da antologia;una sera buia e tempestosa,il dottore che deve lasciare controvoglia la figlia da sola per assistere una malata immaginaria e tornando sente abbaiare i cani in modo continuo e furioso;sente che qualcosa non va,ma non da peso alle proprie sensazioni.La mattina dopo,durante una caccia alla volpe (splendidamente descritta anche nella sua barbarie)viene trovato il corpo di una ragazza privo della testa. Chi sarà costei?per saperlo bisognerà conoscere i vari membri dell'high society di Kenmore,i loro odi,amori,passioni;una trama veramente incalzante e impeccabile (ma con i gustosi siparietti tra il dottor Westlake e Dawn a stemperare una tensione palpabile),con personaggi splendidamente caratterizzati e credibili fanno del libro un vero e proprio gioiellino,da gustarsi preferibilmente in una umida e tetra notte di Gennaio,come ho fatto io.

Un consiglio;se decideste mai di procurarvi i libri di Stagge (sono tutti stati ristampati nei classici del giallo,compreso la buona morte che ha esordito nella collana solo lo scorso anno)leggeteli in ordine cronologico,per seguire la crescita esteriore e interiore della piccola,adorabile Dawn.

Questi i titoli in ordine di uscita (fonte;Wikipedia)


Segue valutazione finale di “E i cani abbaiano”;

-INTRECCIO E SOLUZIONE FINALE;  9/10
-LEGGIBILITA’  9/10
-ATMOSFERA  10/10
-HUMOUR   8/10
-SENTIMENTO   8/10



MEDIA VOTO; 8,9

3 commenti:

  1. "E i cani abbaiano" l'ho visto domenica al mercatino alla casa rossa (Seano)... E non l'ho preso! Adesso mi mangio le mani, ma non sapevo fosse il primo della serie.
    In realtà ce l'ho anche in e-book, ma preferisco sempre il cartaceo. Spero di ritrovarlo, prima o poi.

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  2. Si lo avevo visto anch'io quando andammo insieme,ma se non lo vende il mese prossimo ce lo ritrovi di sicuro;secondo me i primi 5 romanzi sono tutti bellissimi,poi gli ultimi calano un poco ma sono ovviamente da avere.

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  3. Ricordo la delizosa riduzione radiofonica a puntate, del 1969, con Franco Volpi nei panni del dottor Westlake, Micaela Esrda in quelli di Dawn e Franco Scandurra nei panni del savraintendente di polizia.

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