giovedì 18 aprile 2013

MARGARET MILLAR,LA PORTA STRETTA



Dovevo farmi in treno la tratta Firenze-Viareggio,roba di quasi due ore.Prima di partire,nella miracolosa libreria nel sottopassaggio laterale della stazione di Firenze Santa Maria Novella (l'unica in centro assieme alla bancarelle di piazza Ciompi che venda gialli,Segretissimo e Urania a un euro),ho riesumato questo romanzo di Margaret Millar,nell'edizione dei classici del giallo con copertina (bruttarella,as usually) di Barcilon.
Appena seduto sul treno semivuoto,ho calcolato che mi sarebbe durato esattamente per la tratta che dovevo percorrere,quindi mi sono messo a leggerlo.
Devo dire che già a Lucca lo avevo terminato,tanta è la maestria della Millar nel tenere il lettore col fiato sospeso,in uno stato di angoscia quasi doloroso.Però quest'autrice mi ha sempre fatto l'effetto di alcuni romanzi di Woolrich;divertenti e assolutamente godibili ma che una volta terminati è meglio dimenticarli e passare oltre,visto che a un'analisi un attimino più ponderata risultano essere totalmente assurdi e forzati;ma a dire il vero quasi mai Woolrich mi ha deluso,mentre questo romanzo della Millar si.
Forse perchè la soluzione finale oggi appare prevedibile e inflazionata,e ciò è  una scusante ma fino a un certo punto,visto che se si legge un Christie o un Carr o un Van Dine d'annata ci si accorge di quanto un romanzo veramente geniale può venire anche scopiazzato ma senza essere inflazionato perchè troppo perfetto e irraggiungibile.
La porta stretta per la prima metà è un capolavoro di suspense e d'ambiente,con la sua protagonista ossessionata da telefonate in cui una sua sedicente vecchia amica (dagli amici mi guardi Iddio..) si diverte a precipitarla in uno stato di continua angoscia e paura grazie ad allusioni e minacce mirate a sconvolgerla.La storia è bella e veramente inquietante,e  piena di  personaggi secondari  splendidamente abbozzati ma che poi di fatto spariscono dalla storia,e infatti la seconda parte si sfilaccia perché senza questi comprimari la lista dei possibili colpevoli si assottiglia fin troppo,fino a una soluzione telefonata e prevedibile.
C'è da dire che probabilmente la traduzione oltre a essere vecchiotta non è nemmeno completa,e magari qualche passaggio resta oscuro e irrisolto per questo motivo;fatto sta che a me il romanzo non è piaciuto troppo,esattamente come sapore di paura (o la cancellata)che partiva benissimo e si afflosciava nel finale;probabilmente anche la Millar,come molti giallisti del periodo classico,comincia a essere datata nel senso peggiore del termine,ossia che la sua narrativa non è divenuta un qualcosa di piacevolmente vintage ma  un qualcosa di irrimediabilmente obsoleto.Spero naturalmente di essere smentito dal prossimo suo libro che leggerò.
Una considerazione finale a margine;chi considera la Christie una scrittrice che bara a causa di libri “scorretti”come l'assassinio di Roger Ackroyd,forse non ha mai letto questo romanzo della Millar ;qua infatti il lettore viene preso beatamente per i fondelli fin dalla prima pagina.

-INTRECCIO E SOLUZIONE FINALE;  7/10
-LEGGIBILITA’  9/10
-ATMOSFERA  8/10
-HUMOUR   5/10
-SENTIMENTO   7/10

MEDIA VOTO;7,1

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